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27 dicembre 2010
42° anniversario della morte del servo di Dio don Quintino Sicuro
Chiesa parrocchiale - breve introduzione del presidente
dell'Associazione prof. Fernando Scozzi
Cari concittadini e amici di don Quintino,
ricordiamo il 42° anniversario della dipartita del Servo di
Dio, con un filmato che ci ricorda le tappe più importanti della sua vita e del
suo ministero. Seguirà la Santa Messa e la visita alla casa natale, acquistata
dall’Associazione "Amici di don Quintino", in nome della comunità melissanese
che nel sacerdote-eremita vanta uno dei suoi figli migliori.
Quarantadue anni fa, dunque, il 26 dicembre 1968, si chiudeva
l’esistenza terrena di don Quintino Sicuro. Pochi giorni prima della morte,
quasi prevedendo la fine imminente, don Quintino venne a Melissano e nel giorno
dell’Immacolata Concezione, parlando ai fedeli proprio in questa chiesa, ebbe
delle espressioni che hanno il sapore di un testamento spirituale. "In tutti gli
anni che sono stato lontano - disse - vi ho sempre pensati! Siate radicati nella
fede dei nostri Padri, uniti docilmente ai vostri pastori, nei quali dovete
vedere sempre al di là delle persone, i rappresentanti di Cristo; uniti
amorevolmente fra voi, senza divisioni né rancori. Poi ritornò sull’eremo di S.
Alberico per il suo ultimo pellegrinaggio. La notte di Natale del 1968 celebrò
la messa nella chiesa delle Balze, poi rimase a lungo in ginocchio davanti al
tabernacolo. "Sento che la mia missione è finita – disse durante la confessione
– vorrei fare ancora, ma non vedo che cos’altro voglia il Signore da me". La
mattina del 26, mentre si recava a benedire l’impianto della sciovia sul Monte
Fumaiolo, fu colpito da infarto e morì istantaneamente. In un attimo era passato
all’eternità lui che, assetato di santità, aveva vissuto la sua vita nella
continua ricerca di Dio.
"Quando Dio verrà io lo aspetto", aveva detto don Quintino,
perché chi vive nell’attesa del Signore non avrà paura di aprirgli al suo
arrivo. I cristiani guardano alla fine della vita terrena rassicurati dalla
Parola del Signore che dice: le anime dei giusti sono nelle mani di Dio. Oggi,
quindi, non celebriamo l’anniversario di una morte, ma quello della nascita al
cielo del Servo di Dio. Questo ci assicura la nostra Fede. Allora, don Quintino
in questo momento è qui con noi, in questa chiesa nella quale ha ricevuto il
Battesimo, la Prima Comunione e ha celebrato l’Eucaristia. In questa sua chiesa,
in questa nostra chiesa, ci ripete le sue parole: "Il mio massimo ed unico
desiderio è che tutti gli uomini conoscano Dio e gli diano gloria, salvando la
loro anima così da raggiungere il fine per cui sono stati creati".
Santa Messa
si riporta un breve passo dell'omelia tenuta dal parroco don
Antonio Perrone,
assistente spirituale dell'Associazione
""" E’ una bella emozione
ascoltare il Vangelo della Resurrezione nel periodo in cui celebriamo il Natale
del Signore, perché ci aiuta a comprendere il motivo principale per cui Dio si è
fatto uomo per darci la salvezza nella sua morte e nella sua resurrezione ….
Allora, proprio questa pagina del Vangelo ci
spinge ogni giorno di più a considerare il nostro rapporto con Dio, animato
sempre da un più profondo sentimento d’amore. Ci aiutano provvidenzialmente in
questo, le testimonianze del nostro don Quintino e di fratel Vincenzo. Ci
aiutano perché come abbiamo avuto modo di comprendere, la vita stessa di don
Quintino è stata una ricerca passionale di Dio, piena d’amore, intensa,
profonda. La sua anima non si è data pace finché non ha compreso ed incontrato
colui che il suo amore cercava; lo ha trovato nella solitudine, lo ha trovato
nella semplicità. Ma lo ha trovato soprattutto in quella solitudine che si fa
carità, che si fa pensiero verso l’altro, condivisione. E’ un essere eremita per
il bene della Chiesa, un essere eremita per il bene dei fratelli. Ciò che
abbiamo ascoltato nella prima lettura possiamo dirlo di don Quintino e di
Vincenzo; possiamo dirlo di ogni Santo. Tutti i Santi hanno visto ed hanno
creduto ed hanno trasmesso ciò che hanno visto e ciò in cui hanno creduto.
Allora il Signore ci aiuti sempre a saper
testimoniare la nostra comunione, la sua comunione con lui. Abbandoniamoci
fiduciosi nelle sue mani facendo in modo che la nostra vita sia soprattutto una
testimonianza di amore e di carità. Contemplando il mistero del Natale,
contemplando il mistero della Resurrezione, noi ci rendiamo conto di essere
profondamente abbracciati al mistero stesso di Dio, che è carità infinita, amore
infinito. Preghiamo, dunque, affinché Gesù ci aiuti a riconoscerlo nella nostra
vita, a riconoscere quei segni di amore e di carità che egli ha diffuso nella
nostra vita, nella nostra esistenza. Il Signore ci aiuti a riconoscerlo nella
Comunità alla quale siamo stati presentati il giorno del nostro Battesimo e che
ci accompagna fino al giorno in cui vedremo Dio faccia a faccia e contempleremo
la sua resurrezione"""

Presepe allestito nella casa casa natale del servo di Dio don
Quintino Sicuro
Visita della casa natale
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