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 Addio commosso a fra' Vincenzo
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Addio commosso a fra’ Vincenzo, <<l’ultimo eremita>>.
Seguì le orme di don Quintino di Melissano. Sarà seppellito vicino a lui in Romagna, dove ha vissuto amato dai fedeli.

Racale – Se ne è andato senza rumore, come ha vissuto, l’eremita di Racale. Vincenzo Minutello da quasi 50 anni viveva da diacono eremita presso l’eremo di Sant’Alberico (Forlì), e lì sarà sepolto per sua volontà, dopo la morte avvenuta per un male incurabile a Racale, dov’era nato. Dopo i funerali nel Salento, il frate è stato salutato a Balze in Romagna dai <<fratelli>> con i quali ha trascorso quasi mezzo secolo di vita, in una cerimonia celebrata dal Vescovo del luogo Mons. Antonio Lanfranchi, insieme con una quindicina di sacerdoti. Al rito hanno preso parte i familiari del diacono e una delegazione dell’Associazione “Amici di don Quintino” di Melissano, impegnata a preservare il ricordo di un altro eremita salentino, Quintino Sicuro, accanto a cui Vincenzo sarà seppellito.

A Balze non ha potuto recarsi invece la madre di fra’ Vincenzo, prossima ai 102 anni.

“Fino all’età di 25 anni, mio fratello non è stato tanto felice – ricorda Francesco Minutello – faceva il carrettiere e insieme a noi, oltre a coltivare la terra, accudiva anche le vacche che la nostra famiglia aveva. Quando io e gli altri due fratelli partimmo per la Svizzera rimase da solo a sobbarcarsi tutto il lavoro, per cui quando cominciò a manifestare e segni della vocazione, dopo essere entrato in contatto con alcuni missionari, mio padre non la prese molto bene. Il distacco dalla famiglia fu netto ed improvviso. A portarlo alla scelta finale era stato Quintino Sicuro, un nostro parente lontano con il quale si frequentava ogni volta che veniva dalle nostre parti. Così un giorno andò da un amico di mio padre e chiese in prestito i soldi per fare il biglietto del treno e partire dove aveva già deciso di andare. Poi incaricò un altro conoscente di avvertire a casa che era andato via solo per coronare il suo desiderio e la sia vocazione. In tutti questi anni però è sempre tornato a quando veniva si prendeva cura di nostra madre. Si è consumato per gli altri e forse lì dove è vissuto lo hanno amato più di quanto lo abbiamo amato noi. Per i suoi funerali, a Balze, sono venuti tutti gli abitanti della zona, da tutte le frazioni, dai villaggi, nonostante la neve. Per questo abbiamo deciso di dargli sepoltura là, come lui voleva”. Oggi a ricordare Vincenzo Minutello a Racale sono in tanti. “Era una persona umile, semplice, gentile, che trasmetteva serenità a amore”, afferma Maria Rosaria Palese, docente di religione all’Istituto <<Bottazzi>> di Casarano. “Amava la solitudine, la contemplazione e la preghiera – ricorda la nipote Maria Grazia – ha sofferto senza mai lamentarsi, per non dare fastidio. Si è dato agli altri fino in fondo, perché questa era la vita che aveva scelto di fare e che ha fatto fino alla fine”.

E oggi anche Racale dice addio con gioia al fraticello che in Romagna amavano e chiamavano <<L’ultimo eremita>>.

Giancarlo Coltella

(Gazzetta del Mezzogiorno del 5 marzo 2006).