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 Delibera Verghereto
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Deliberazione del Consiglio Comunale di Verghereto

Si riporta il contenuto della deliberazione nr. 40 datata 6 novembre 2006 del Consiglio Comunale di Verghereto, concernente il gemellaggio con il Comune di Melissano (LE)

          

     Per una migliore lettura, si riportano gli interventi:

COMUNE DI VERGHERETO

Provincia di Forlì – Cesena

Prot. N. 10951

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Numero: 40    Data: 06/12/2006

 OGGETTO: Formulazione ufficiale della volontà di gemellaggio con il Comune di Melissano.

            Il giorno 6 novembre 2006, alle ore 16,30, presso l’Eremo di Sant’Alberico in Comune di Verghereto, si è tenuto il Consiglio Comunale, convocato nelle forme e nei termini di legge, in sessione straordinaria in prima convocazione.

Alla trattazione dell’argomento in oggetto in seduta pubblica, risultato presenti ed assenti i Consiglieri:

NOMINATIVO

PRESENTE

NOMINATIVO

PRESENTE

Camillini Fedele

S

Gabelli Nicola

N

Bardeschi Marco

S

Perini Denis

S

Belluzzi Lorenzo

S

Caminati Sergio

S

Mercatelli Simone

N

Stoppa Renato

S

Nuti Nicoletta

S

Bernabini Andrea

N

Casini Rosanna

N

Guerrini Lucia

N

Lanzi Giov. Maria

S

 

 

                        Presenti: n. 8                                                   Assenti n. 5

Assume la Presidenza il Sindaco CAMILLINI Fedele

Assiste il Segretario Comunale GIOVACCHINI dott.ssa Giancarla

Constatato il numero legale degli intervenuti, il Presidente dichiara aperta la seduta ed invita il Consiglio a discutere e deliberare sull’oggetto sopra indicato.

 A scrutatori vengono designati i signori: LANZI Giov. Maria, PERINI Denis, CAMINATI Sergio.

Il Sindaco-Presidente illustra l’argomento e spiega come è nata l’idea di gemellarsi con il Comune di Melissano (LE). In occasione della festa di Sant’Alberico lo scorso 29/8/2006, il Sindaco di Melissano accompagnato da una delegazione di concittadini ha chiesto un incontro con la nostra Amministrazione Comunale per proporre un gemellaggio tra i due comuni uniti dalla figura di Don Quintino eremita di Sant’Alberico. I due luoghi sono due tappe fondamentali della vita di Don Quintino Sicuro Melissano per avergli dato i natali, Verghereto per averlo accolto con tanto amore permettendogli di esercitare il suo apostolato intriso di fede e di carità.

La proposta di gemellaggio è stata immediatamente accolta e condivisa dal nostro Comune in quanto contiene in se tutti i propositi di proficua collaborazione tra le nostre due comunità che mirano ad arricchire il loro bagaglio di vita nel pieno rispetto dei suoi valori, primo fra tutti la centralità e la sacralità della famiglia, lungo i binari di una fede in Dio che è la sola a sostenere l’uomo nel difficile ed impervio cammino della esistenza umana.

E’ iniziato per don Quintino un processo di beatificazione e canonizzazione promosso nel 1983 da un gruppo di fedeli devoti e presentata al vescovo di Cesena – Sarsina. (E’ oggi presente il sig. Massimo Scarani che ha molti meriti). Nel 1985 la congregazione per le cause dei santi ha dato l’autorizzazione alla diocesi di procedere al secondo e definito livello per questo cammino giuridico e canonico del processo di beatificazione, questo livello approfondisce in modo più pieno e più completo le virtù eroiche del servo di Dio, inizio così a livello della Santa Sede questo ulteriore cammino che speriamo ben presto porti agli onori degli altari perché questo non solo esalta la figura di un sacerdote appartenente ad una diocesi, la diocesi di Cesena – Sarsina, ma esalta anche, in modo particolare la Guardia di Finanza, dove Don Quintino ha trascorso anni meravigliosi della sua vita e che noi oggi con questa riunione vogliamo ricordare.

L’Eremo di Sant’Alberico 1147 metri slm. è situato in Diocesi di Sarsina presso le Balze di Verghereto, inserito nel massiccio del Monte Fumaiolo, in questa località fin dal primo medioevo fu tutto un fiorire di oasi di spiritualità, fra cui i monasteri di San Michele in Verghereto di Santa Maria in Trivio, di San Giovanni Battista inter ambas Paras e gli eremi di Ocri e Cella, che diventava mèta gradita di anime desiderose di consacrazione a Dio e di vita contemplativa.

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Don Quintino. Prima, ancora bambino, lo vedevo camminare scalzo, con umili abiti addosso con due occhioni che esprimevano tanta serenità. Me lo ricordo attore di grande bravura quando interpretò la parte di Gesù nella rappresentazione della “Passione” che gli abitanti di Capanne organizzarono per raccogliere i fondi per ristrutturare la chiesa parrocchiale. Ancora, dopo la Sua ordinazione a sacerdote, ho potuto più volte assistere alla celebrazione della Messa. Ne ho un ricordo di stima ed ammirazione per la sua profonda fede e ansia di apostolato.

Il Vice Sindaco Bardeschi Marco ringrazia il Sindaco per l’illustrazione e le belle parole utilizzate per trattare l’argomento. La figura di don Quintino in questi anni di consumismo è rilevante e trasmette veri valori ai giovani, sarà cura di questa Amministrazione continuare il gemellaggio sulla base dei principi esplicitati nella delibera. Conclude augurandosi che un gruppo di noi sia disponibile a raggiungere Melissano per conoscere e luoghi della nascita di don Quintino.

 L’Assessore Nuti Nicoletta – Credo ci sia poco da aggiungere, la lettura è stata esaustiva, ha ripreso la vita di don Quintino. Da sottolineare la volontà dell’Amministrazione di aprirsi ai valori della solidarietà, amicizia, di un’epoca di individualismo e chiusura verso il prossimo. Quando ad unire è la fede in Dio ed una personalità come quella di don Quintino un simile evento non può che essere condivisibile perché estremamente solenne.

 Il Consigliere Caminati Sergio – minoranza – Ricorda quando ancora piccolo ha visto per la prima volta don Quintino, un uomo originale, scalzo, con barba lunga, capace di forte attrattiva. Abbiamo cominciato a conoscerlo ed è diventato uno di noi, da allora non sono mai mancato alla ricorrenza annuale di S. Alberico.

 IL CONSIGLIO COMUNALE

 UDITA l’illustrazione del Sindaco/Presidente e gli interventi che si sono succeduti;

DATO atto che è volontà dell’Amministrazione Comunale promuovere la collaborazione, l’amicizia nonché incoraggiare lo spirito di solidarietà nella figura di Don Quintino Sicuro, anche attraverso il gemellaggio con il Comune di Melissano;

CHE lo spirito del gemellaggio è inoltre promuovere una cultura di pace e valorizzazione dei diritti umani mediante iniziative culturali, sociali, religiose e di cooperazione;

CONSIDERATO che l’Amministrazione Comunale di Melissano e quella di Verghereto, due tappe fondamentali della vita di Don Quintino Sicuro intendono unirsi nella figura del servo di Dio con l’obiettivo, seguendo i suoi insegnamenti, di accrescere i valori umani e cristiani di fede, di carità e sacrificio;

ATTESO:

- che è intendimento di questa Amministrazione favorire la sensibilizzazione della cittadinanza per avere una larga e consapevole partecipazione alle iniziative di scambio che saranno intraprese, con particolare riguardo alla mobilitazione di associazioni, organi e gruppi che operano nel Comune sul piano religioso, economico, culturale, sociale e sportivo;

- che l’iniziativa che si vuole attuare ha lo scopo di creare vincoli di amicizia e di fratellanza con i cittadini del comune di Melissano promuovendo rapporti sociali e scambi culturali e religiosi, attraverso attivazione di iniziative ritenute più opportune;

VISTO il parere prescritto dall’art. 49 c. 1 D. Lgs. 267/2000 qui inserito a costituire parte integrante dell’atto;

CON votazione palesemente espressa che ha dato il seguente risultato:

presenti n. 8 - Astenuti n. 0 - Votanti n. 8 - Favorevoli n. 8 - Contrari n. 0

 DELIBERA

1.  per i motivi di cui in premessa narrativa che si richiamano come parte integrante e sostanziale del presente atto, di approvare testualmente la formalizzazione ufficiale della volontà di gemellaggio fra il Comune di Verghereto (FC) ed il Comune di Melissano (LE):

             “L’argomento posto all’o.d.g. dell’odierna seduta del Consiglio Comunale determina uno dei momenti più significativi della vita amministrativa dell’Istituzione che noi tutti rappresentiamo.

Rendere concreto il gemellaggio tra due comuni rappresenta già di per sé un evento dal grande significato: politico, sociale, culturale ed economico.

            E’ nostro convincimento che l’azione dei gemellaggi tra città è un’esperienza unica ed importante, strettamente connessa con lo scambio di esperienze e con il rapporto di fiducia e di collaborazione tra i paesi interessati; fa’incontrare i cittadini per raggiungere l’obiettivo finale della fratellanza, della cooperazione, della tolleranza e della pace.

            Siamo convinti che tali intendimenti trarranno maggiore alimenti dal legame che unisce le Comunità di Melissano e Verghereto: la straordinaria figura del Servo di Dio Don Quintino Sicuro.

            Il gemellaggio tra le due comunità rafforzerà ancora di più questo prezioso filo che ci unisce, arricchendo il nostro bagaglio di vita nel pieno rispetto dei suoi valori, lungo i binari di una fede in Dio che è la sola a sostenere l’uomo nel difficile ed impervio cammino della esistenza umana, consolidando lo sviluppo sociale, cultura ed economico dei nostri territori.

            Don Quintino Sicuro nasce a Melissano, in provincia di Lecce, il 29 maggio 1920, quinto figlio di Cosimo Sicuro e Potenza Maria.

            Frequenta le scuole primarie nel paese natale poi si iscrive all’Avviamento professionale di Gallipoli e si diploma nella primavera del 1937 e nel 1939 si arruola nel Corpo della Guardia di Finanza e frequenta la Scuola Alpina di Predazzo.

Nel 1941 è mobilitato sul fronte greco - albanese e l’anno successivo partecipa alle operazioni di guerra nei Balcani con il I° Battaglione Mobilitato della Guardia di Finanza. Scampa miracolosamente all’eccidio di Cefalonia.

Nel 1943 sostiene gli esami orali per l’ammissione al corso allievi sottobrigadieri presso la Scuola Allievi Sottufficiali di Ostia. Dal novembre del 1943 al maggio del 1945 è partigiano con la II^ Brigata “Garibaldi”. Catturato dai nazifascisti,  evade dal carcere travestito da sacerdote.

Nel 1945 è presso il corpo della Guardia di Finanza, circolo di Brescia, ed assegnato alla Scuola Sottufficiali del Lido di Ostia per la frequenza del Corso sottobrigadieri.

E’ promosso sottobrigadiere con determinazione del Comando Generale n. 18202 del 25 febbraio 1946. Nello stesso anno è assegnato alla Compagnia di Bolzano, Brigata di confine del Brennero e al Nucleo di Polizia Tributaria di Trento.

Nel 1947, dopo un periodo di travaglio spirituale, si congeda dal Corpo della Guardia di Finanza ed entra nel convento dei Frati Minori di Ascoli Piceno.

Nel 1949 veste il saio francescano ma non soddisfatto della vita conventuale si ritira presso l’eremo di S. Francesco in Corbara di Montegallo (AP).

            Vive affidandosi alla Divina Provvidenza, scalzo, dimesso e penitente. Non ha nulla, ma dona tutto a chi è più povero di lui. 

Nel 1954 lascia Montegallo, raggiunge l’eremo Madonna del Faggio sul Monte Carpegna e, dopo un breve periodo, si sposta per fissare la sua stabile dimora presso l’eremo di Sant’Alberico sul Monte Fumaiolo, dove continuerà l’instancabile opera di aiuto verso il prossimo bisognoso di beni materiali e spirituali.

Nel 1957, aiutato dal Vescovo del luogo, Mons. Carlo Bandini, si trasferisce all’Angelicum di Roma per gli studi di teologia, che ultimerà al Seminario Regionale di Bologna.

Il 23 dicembre 1961 viene ordinato prete della Chiesa Parrocchiale di Balze dove il giorno di Natale celebra la sua prima Messa Solenne.

Compie il pellegrinaggio a piedi a Lourdes per ringraziare la Mamma Celeste e, al ritorno, nel 1963 inizia i lavori di ristrutturazione dell’eremo, demolendo il vecchio ospizio e ricostruendolo più ampio e funzionale, insieme al fedele Vincenzo.

Verso la fine dell’anno 1968 ritorna a Melissano a far visita ai familiari e amici per gli auguri natalizi.

La notte di Natale celebra la messa di mezzanotte a Balze, dopo volle confessarsi presso il parroco don Gino Pellizzer, giustificandosi per la tarda ora, disse “sento che la mia missione di è conclusa sento di non potere dare niente altro per il bene dei fratelli”. L’indomani, il 26 dicembre 1968, doveva benedire l’inaugurazione della pista da sci sul monte Fumaiolo. Lo aveva confidato a don Gino il giorno prima. Quando don Gino gli osservò che non c’era la neve ed era un bellissimo giorno di sole, don Quintino sentenziò: “Domani nevica”. Lo disse con sicurezza. Il mattino di Santo Stefano in poco tempo cadde abbondante neve, tanta e con ghiaccio, al punto che la macchina che lo trasportava, già ormai arrivata sul valico del Fumaiolo, non poteva più salire. Quintino in un ultimo slancio di generosità, scese dall’auto per spingerla: ma improvvisamente cadde a terra, esamine.

Il suo cuore aveva donato tutto. La vita terrena di don Quintino, generosa e penitente, eroica per il tanto bene sparso, avvolta dal manto bianco della neve che Dio gli aveva donato, si chiudeva sul Monte Fumaiolo, il più alto della Romagna, perché il Servo di Dio più alto di tutti era salito.

Nel 1969 l spoglie mortali sono traslate a Sant’Alberico come aveva chiesto.

Il 1° ottobre 1985 Luigi Amaducci Vescovo di Cesena Sarsina emette il decreto per dar corso alla causa di beatificazione e si apre il processo diocesano nella Basilica Concattedrale di Sarsina.

Il 28 agosto 1991 Mons. Lino Garavaglia chiude il processo diocesano.

Il 16 dicembre 1993 a Roma, presso la sede del Comando Generale della Guardia di Finanza, viene aperto la seconda fase del processo.

Comincia così una storia di fede, di speranza e di amicizia fra le comunità di Melissano e Verghereto, che, in questi anni, ha saputo scrivere pagine autentiche di comune affetto all’eremita sacerdote di Sant’Alberico. Siamo grati a tutte queste persone di buona volontà se oggi le nostre comunità di Melissano e Verghereto celebrano il gemellaggio. E’ l’inizio di nuovi rapporti che non tarderanno a portare benessere fra le nostre genti.

La collaborazione, l’amicizia e la solidarietà che avvicineranno i nostri Comuni, già uniti alla figura del Servo di Dio Don Quintino Sicuro, daranno senz’altro risultati tali da permettere uno sviluppo culturale e sociale per entrambe le Comunità.

Il gemellaggio dei nostri Comuni sarà realizzato con grande impegno reciproco e in sincero spirito di fraternità.

Questa Amministrazione, sicura di interpretare anche il pensiero dell’intera nostra Comunità, assicura che sarà fatto tutto quanto possibile affinché questa collaborazione si riveli nella sua massima produttività.

Deve essere questa la nostra spinta: offrire un sorriso e leggere negli occhi altrui la gioia di avere qualcuno vicino, di essere un anello di una catena infinita nella quale ci sia l’uomo ad una estremità e all’altra ci sia quel Dio che emana da sé un amore incommensurabile che, a sua volta, genera amore, fino a veder realizzata una umanità che accolga in sé, con estrema tolleranza, tutti quanti, senza distinzione alcuna, né etnica, né sociale.

Una umanità come la sognava Don Quintino, come la vuole quel Dio di cui è umile voce”.

 

2. di autorizzare il Sindaco a compiere tutti gli atti e/o adempimenti necessari alla cerimonia ufficiale del gemellaggio che si svolgerà a Melissano il 29/05/2007 data di nascita di Don Quintino Sicuro, e a Verghereto il 29/08/2007 data della annuale ricorrenza della festa di Sant’Alberico.