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 Due nuovi libri sulla vita
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Due nuovi libri sulla vita di don Quintino

Due nuovi libri riguardanti la vita e la spiritualità del Servo di Dio don Quintino SICURO sono stati presentati a Melissano, suo paese natale.

L’Istituto Comprensivo Statale di Melissano, con il patrocinio della Provincia di Lecce e del Comune di Melissano, ha pubblicato con i caratteri dello stabilimento grafico A.G.M. di Lecce il libro “Mamma, ho visto Gesù!” - La vita di don Quintino vista attraverso le esperienze degli alunni della Scuola Elementare a lui intitolata -. Il progetto grafico e l’impaginazione sono stati curati da Gino MANCO (etniegraphic@tiscali.it ).

L’Associazione “Amici di don Quintino”, invece, ha stampato, presso l’Editrice Stilgraf di Cesena, la pubblicazione di don Ezio OSTOLANI - vice postulatore per la Causa di Beatificazione - “Il Servo di Dio don Quintino SICURO” - Arcobaleno di santità da Melissano a S. Alberico - Finanziere Eremita Sacerdote.

Tante le persone intervenute alla manifestazione organizzata presso l’Associazione “C. Pindinelli” sita in contrada Cerri e diretta da padre Fernando LIBRANDO:

Alle ore 19.00 in un salone della struttura melissanese è stato presentato il libro del Postulatore.

Queste le autorità presenti: Il commissario Prefettizio del Comune dott. Claudio SERGI; una rappresentanza della Guardia di Finanza; il Parroco don Giuliano SANTANTONIO; il Comandante della Caserma dei Carabinieri; il Comandante dei Vigili Urbani; padre Fernando; il Dirigente Scolastico, prof. Michele CARDELLICCHIO.

In una sala gremita di pubblico, il prof. Salvatore MARSANO, nella relazione introduttiva, ha ricordato ai presenti che in un mondo minacciato dal relativismo la città di Melissano diviene la patria di colui che, “GIGANTE DI FEDE”, ha voluto abbandonare tutto per abbracciare la strada del Vangelo.

Don Ezio, quindi, ha spiegato che l’”Arcobaleno” è l’evento pensato per don Quintino quando il suo Vescovo gli chiese di  scrivere un profilo spirituale del Servo di Dio conosciuto in tutta Italia.

Il relatore ha conosciuto personalmente l’ex finanziere e questo incontro l’ha aiutato a capire che il “Santo” non è una persona straordinaria, fuori dalla realtà, ma un comune mortale. La santità non è possibile solo a pochi ma appartiene all’intero universo come giustamente affermato nel Concilio.

Per essere “Santi” occorre essere “Veri” nel realizzare noi stessi secondo quel progetto d’amore di pienezza di vita cui Dio Padre ci ha destinati ogni giorno.

L’uomo d’oggi, non si chiede più: “Cosa vuole il Signore da me?”. Don Quintino se lo è sempre chiesto da finanziere, da francescano, da eremita e infine da sacerdote quando si è abbandonato totalmente a Dio divenendo “CATTEDRA” per tutti: laici, sacerdoti, religiosi.

La forza del suo cammino fatto di silenzio e di preghiera è stata l’Eucaristia. Ogni giorno scendeva da Sant’Alberico per recarsi in chiesa a Balze e quando la neve copriva la porta d’accesso all’eremo, lui usciva dalla finestra con le cestelle ai piedi.

Don Quintino è stato un “CONTESTATORE MODERNO” perché ha saputo contestare se stesso; è andato controcorrente e non si è lasciato conquistare dalle mode per vivere la propria libertà fatta di scelte audaci e forti, da persone mature.

Egli amava la preghiera penitente e contemplativa. Ha scelto il silenzio dell’eremo. Non si è isolato. Non ha tagliato i rapporti con gli altri. Ha parlato poco evitando di dire parole vuote, come quando noi parliamo tanto e non diciamo niente.

Il suo silenzio si riempiva di persone e di Dio perché amava come gli innamorati che dicono di più guardandosi che parlando.

Le sue parole arrivavano al cuore subito, lasciando il segno.

Egli sapeva fare deserto, si nutriva della Parola di Dio e la donava ai fratelli. Pregava sempre, giorno e notte: si alzava di primo mattino, anche col freddo intenso e rimaneva in ginocchio, penitente, contemplativo davanti al Santissimo, per tante ore al giorno.

Pregava: quando camminava scalzo, andando a visitare gli ammalati e le famiglie in discordia, per la conversione dei peccatori.

La carità invece era autentico servizio alla persona e quanti si recavano all’eremo erano invitati a rifocillarsi con pane e formaggio  e con un buon bicchiere di vino della sua Melissano.

Sono questi i tratti essenziali di una santità vissuta, giorno dopo giorno, con un servizio premuroso e attento ai bisogni di Dio e del prossimo.

Molto è ancora da scrivere su questo santo dei nostri giorni.

Subito dopo, all’aperto, è iniziata la presentazione della pubblicazione dei ragazzi della Scuola Elementare.

Su un grande schermo venivano proiettate le pagine del libro presentato dal Presidente della Provincia di Lecce, dal Commissario Straordinario della città di Melissano, dal Dirigente Scolastico, dal Parroco e dal Presidente dell’Associazione “Amici di don Quintino” e con l’aiuto di un commentatore i ragazzi, guidati dalle loro insegnanti, a turno, ne spiegavano i contenuti. Il coro dei ragazzi, diretto dalla prof.ssa Mariannina LICCI, ha aperto la seconda serata con il canto di don Quintino.

All’ingresso della Polisportiva era stato allestito un gazebo con le pubblicazioni.

Un plauso all’intera organizzazione che ha permesso un tranquillo svolgersi dell’intero programma.

Melissano 28 giugno 2005

                                   Il Presidente dell’Associazione

 “Amici di don Quintino”

Nicola Scarpa