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 Elementi della spiritualità di don Quintino
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Elementi della spiritualità di don Quintino
di don Giuliano Santantonio - assistente spirituale dell'Associazione -

 Il calendario ci offre l’opportunità di trascorrere un altro anno in compagnia di don Quintino. Non si tratta di tenere appesa ad un muro o sotto gli occhi l’immagine del Servo di Dio che, per quanto capace di far trasparire un riflesso di infinito e di ispirare pensieri alti, resta comunque una rappresentazione insufficiente a stabilire un’efficace relazione spirituale con don Quintino. Se per conservare il ricordo di questo figlio eletto della terra di Melissano possono apparire sufficienti alcune manifestazioni esteriori, quel che dovrebbe importarci di più è cogliere i suoi insegnamenti di vita, per metterci noi pure sul cammino che permette la trasfigurazione della nostra povera umanità, ferita e diminuita dal peccato, in un’umanità autenticamente nuova. E’ lo “spirito” di don Quintino che può rendercelo utilmente compagno di viaggio nel cammino della nostra vita.

 Provo ad indicare schematicamente alcuni elementi, a mio parere particolarmente significativi, della spiritualità di don Quintino, perché possano essere anche per noi eventuali piste da battere:

·              don Quintino è stato un uomo “decentrato”, nel senso che non era centrato sul proprio io, alla ricerca affannosa di una propria affermazione; è questo che ci raccontano i suoi piedi scalzi, segno inquietante e luminoso di una povertà, che prima che emergere fuori era ben radicata dentro;

·              don Quintino è stato un uomo “concentrato”, nel senso che ha vissuto continuamente e completamente assorto in Dio, anche quando guardava negli occhi un altro uomo o fermava il suo sguardo sulle creature; la sua vocazione all’eremo non era fuga dal mondo, ma scelta di una solitudine abitata: da Dio in senso primario e assoluto, e perciò anche dai figli di Dio e da tutto ciò che Dio ama; per cui, come per Francesco di Assisi, potremmo dire anche di lui che non era soltanto un uomo che pregava, ma perfino un uomo “fatto preghiera”;

·              don Quintino è stato un uomo “estroverso” nel senso che non si apparteneva, perché avendo messo Dio al centro della propria esistenza, viveva in funzione degli altri; questo spiega il suo spirito di accoglienza verso tutti, il suo assoluto rispetto per ogni uomo, la sua propensione a farsi servo degli altri piuttosto che servirsi degli altri.

        In questi tre elementi possiamo trovare l’indicazione di un modo, veramente nuovo e inedito per  la mentalità mondana, di collocarsi dentro il vasto tessuto delle relazioni, che definiscono la persona umana e le consentono di realizzarsi compiutamente o di perdersi completamente.

        Invito tutti coloro che sfoglieranno questo calendario a provare a ripensare il proprio mondo e la propria esistenza sulla base di questi elementi della spiritualità di don Quintino: al di là delle manifestazioni esteriori, destinate a passare spesso senza lasciare tracce profonde, è questo il modo più congruo e più autentico per onorare la memoria di un uomo nei cui occhi risplende la luce di Dio capace di dare gioia, e dal cui volto assorto promana l’amore di Dio che arde dal desiderio di farsi per tutti dono di misericordia. 

Melissano, dicembre 2007

Don Giuliano Santantonio
Assistente Spirituale