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 Gemellaggio tra due paesi
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Gemellaggio tra due paesi nel nome del servo di Dio

 Melissano – Lunedì consigli comunali riuniti in paese e a Verghereto per don Quintino.

Due comunità unite nel ricordo del Servo di Dio don Quintino Sicuro, la prima per avergli dato i natali, la seconda per averlo accolto con amore permettendogli di esercitare il suo apostolato di fede e carità. Dopo gli incontri e i contatti delle passate settimane, i consigli comunali di Melissano e di Verghereto si riuniranno in seduta simultanea lunedì prossimo alle ore 17 per ufficializzare il gemellaggio tra i due Comuni. Un gemellaggio che rappresenta un’unione di intenti e di finalità, “sincero incontro tra due comunità unite nella preghiera e nell’impegno di seguire gli insegnamenti di don Quintino Sicuro sostenendo il suo processo di beatificazione”.

 Nato a Melissano il 29 maggio 1920, ultimo di cinque figli di una famiglia di agricoltori, all’età di 19 anni don Quintino si arruolò nella Guardia di Finanza. Poco alla volta, però, comprese che la sua strada era un’altra ed otto anni dopo lasciò la divisa di vicebrigadiere delle Fiamme Gialle per entrare nel Convento dei Frati Minori di Ascoli Piceno. Nell’autunno del 1949 giunse all’eremo di San Francesco presso Montegallo e quattro anni dopo si trasferì sul Monte Fumaiolo nell’Appennino tosco-emiliano in località Balze di Verghereto (FC), prendendo in custodia l’eremo di Sant’Alberico. Morì il 26 dicembre 1968 ma la sua opera mai fu dimenticata. E così il 1° novembre del 1985 il vescovo di Cesena e Sarsina, Mons. Luigi Amaducci, ne ha introdotto in sede diocesana la causa di Beatificazione e Canonizzazione, processo che si è concluso il 28 agosto 1991. Nel 1993 gli atti processuali sono stati trasferiti a Roma, presso la Congregazione per le Cause dei Santi, in attesa di vederlo presto elevato, come si spera, all’onore degli altari.

 L’Associazione “Amici di don Quintino” di Melissano che da anni si reca in pellegrinaggio nei luoghi dove il Servo di Dio ha operato, ha acquistato di recente l’abitazione dove nacque e visse i primi anni della giovinezza con la propria famiglia. Il sindaco Roberto Falconieri sottolinea che il gemellaggio “tra le due comunità rafforzerà ancora di più questo prezioso filo che ci unisce, arricchendo il nostro bagaglio di vita nel pieno rispetto dei suoi valori, lungo i binari di una fede in Dio che è la sola a sostenere l’uomo nel difficile ed impervio cammino dell’esistenza umana, rafforzando lo sviluppo sociale, culturale ed economico dei nostri territori”.

 (Nuovo Quotidiano di Puglia del 4 novembre 2006, pag. 22)