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 I ragazzi di A. C. all'eremo
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Camposcuola Settore Giovani di Azione Cattolica     
13 -20 Agosto 2005 – Balze di Verghereto (FC) -

 …SULLE ORME DI DON QUINTINO

Ciò che rimarrà sempre impresso nel mio cuore e nella mia mente, dopo l’esperienza vissuta sull’eremo, è quel velo di tranquillità che ti avvolge  in un magico silenzio  pieno di preghiera e di amore,  in una cornice di profonda spiritualità. Caratteristiche che rendono la figura di Don Quintino una porta sempre aperta  ai cuori di chi non crede. 
                                                                                                                    Rita Scozzi  

In un mondo fatto di rumori e guerre, sull’eremo finalmente pace e silenzio. Lì con la preghiera e l’ascolto della parola, mi sono sentita veramente vicina a Cristo e a don Quintino. In quel luogo si avverte un profumo di santità che fa nascere nel cuore il desiderio di immergersi nel mistero di Dio.                                        
                                                                                                                   Federica Casarano

 Arrivata sull’eremo ho provato una sensazione di pace, di libertà, quasi di magia. Quel posto sembra avvolto dalla comprensione. Quando vi è stato il momento della riflessione sono riuscita a concentrarmi, grazie anche a quell’atmosfera, sui miei problemi e ho potuto apprezzare meglio le piccole cose di ogni giorno. E’ stata un’esperienza molto significativa che porterò dentro di me per tutta la vita.
                                                                                                                  Anna Maria Caputo

Era la prima volta che andavo a visitare l’eremo dove il nostro don Quintino ha vissuto per tanti anni, ed è stata un’emozione indescrivibile pregare di fronte alla sua tomba. Ho sentito don Quintino presente in quei luoghi e anche se non l’ho conosciuto di persona è come se fossi andato a trovare un vecchio caro amico e concittadino. Sicuramente ritornerò, se sarà possibile più volte, a salutare il caro don Quintino che sicuramente accanto al Signore ci guarda e prega per tutti noi. Grazie don Quintino per la tua splendida testimonianza di vita, di fede e di immenso amore.
                                                                                                                   Mauro Portone

L’esperienza sull’eremo mi ha fatto scoprire l’amore vero, la condivisione attraverso i gesti e le parole. Ho capito che in fondo la felicità non proviene da un oggetto, ma dall’essere felici se l’altro che è al mio fianco è anch’egli felice. La figura di don Quintino mi ha colpito molto in questo senso: nella sua vita gli bastava sentirsi amato da Dio; tutto il resto non gli serviva. Ha dimostrato di essere un uomo semplice, come poche persone sanno essere. 
                                                                                                              Valentina Legittimo

Sono passati dodici anni dalla prima volta che sono stata sull’eremo e oggi, come allora, la cosa che più  mi ha colpito di quel luogo è l’assoluto silenzio, scandito solo dai rintocchi dell’umile campana. Un silenzio profondo e dolce che riesce a farti capire quanto sia inutile tutto il frastuono che hai dentro e quanto il tuo cuore debba necessariamente orientarsi verso Dio che è Amore. Don Quintino aveva capito che la vera gioia si trova solo facendo la Sua volontà e aderendo a quel progetto di vita che Egli ha su ognuno di noi. E lì,sull’eremo, ammirando l’opera delle mani di don Quintino e riflettendo sulla sua vita spesa totalmente per gli altri, capisci che non puoi rimanere fermo ad aspettare, ma devi alzarti e metterti in cammino perché il Signore ti chiama e ha bisogno del tuo sì per rendere completo il meraviglioso mosaico della vita.                                  
                                                                                                                 
 Paola Nassisi

Pensare di esprimere con poche parole quello che l’esperienza sull’eremo mi ha lasciato è da folli. Ma certamente diventa tutto più semplice quando, invece di scrivere tante parole, ne evidenzio solo una: L’UMILTA’. L’umiltà della natura, davanti alla quale ogni brutto pensiero svanisce e il corpo si rianima; l’umiltà della preghiera, con la quale basta poco per sentirsi vicini a Dio; l’umiltà nello stare insieme, grazie alla quale si capisce il vero valore delle cose e degli altri; l’umiltà di don Quintino, della quale ha voluto farne uno stile di vita per dimostrare con il proprio esempio quanto è bello amare Dio.
                                                                                                                     Andrea Scarpa

 Andare sull’eremo di Sant’Alberico ha suscitato in me una grande emozione mista con tanta curiosità. Trovarsi in una grande gola fra i monti,  in questo posto bellissimo immerso in un silenzio quasi irreale e interrotto solo dal fruscio del vento tra le foglie o dal cinguettio degli uccelli non può che dilatare il cuore. Qui don Quintino ha vissuto una vita intensa intessuta di semplicità ed umiltà come testimonia la sua tomba collocata in quella roccia scavata da lui stesso. 
                                                                                                                       Ivan Trevisi

 Spiegare con le parole la gioia che ho provato nel salire all’eremo di Sant’Alberico non è facile. Vivere una giornata in quel luogo così umile, dove don Quintino ha vissuto in solitudine e perfetta povertà diventando dono per gli altri, mi ha fatto riflettere. Ho capito che tutti noi abbiamo ricevuto da don Quintino una grande  eredità: ci ha insegnato a donare l’amore di Dio a tutti coloro che incontriamo nella nostra vita. Spero di riuscire, mettendo Dio al centro nella mia vita, ad essere nel mio piccolo, come don Quintino, testimone  del vero amore.
                                                                                                                       Pamela Manco 

Ultimo aggiornamento: 12-10-07