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 La morte di Fra Vincenzo
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Fra Vincenzo Minutello, l’eremita di Sant’Alberico                 
è tornato alla casa del Padre

 I componenti dell’Associazione “Amici di don Quintino” di Melissano, Sarsina e Montegallo, profondamente commossi, danno notizia della morte di Fra Vincenzo Minutello, l’eremita di Sant’Alberico, amico, compagno e discepolo di don Quintino Sicuro, avvenuta alle ore 11,15 del 28 febbraio 2006.

I funerali si sono svolti in Racale (LE), suo paese natio, mercoledì 1° marzo. Successivamente la salma è stata fatta proseguire per Balze di Verghereto dove sarà esposta nella giornata di giovedì nella Chiesa parrocchiale.

Le esequie si terranno venerdì 3 marzo alle ore 10,00, alla presenza del Vescovo di Cesena-Sarsina, del clero, della popolazione di Balze, degli amici e di quanti ebbero la fortuna di conoscerlo.

L’amico Piero Altieri, così lo ricorda:

“Era tornato in famiglia con la sua gente quasi per congedarsi da loro, sentendo vicina l’ultima chiamata del Signore. Martedì a Racale in Puglia ha concluso la sua giornata terrena l’eremita di Sant’Alberico fra Vincenzo Minutello. Venerdì 3, al mattino, nella chiesa parrocchiale delle Balze, tutta la comunità diocesana gli darà l’addio presieduto dal vescovo Antonio. Fra Vincenzo era nato 74 anni fa a Racale, un piccolo centro delle Puglie poco distante da Melissano, il paese di don Quintino Sicuro. Rispondendo alla chiamata del Signore lasciò i genitori, i fratelli e il lavoro dei campi per raggiungere don Quintino a Sant’Alberico, attratto dall’esempio e dal desiderio di una vita totalmente consacrata all’amore di Dio e dei fratelli.

Quando il 20 giugno 1962 giunse per la prima volta sulle nostre montagne, l’eremo era ancora una vecchia costruzione fatiscente e priva di ogni conforto. Don Quintino era stato ordinato sacerdote da appena sei mesi e fratel Vincenzo, già sulla trentina, aveva il fermo proposito di vivere fino in fondo la sua particolare vocazione religiosa. Lo attendevano anni di durissimo lavoro, di penitenza e di preghiera intensa. Sotto la guida paterna e decisa di don Quintino avrebbe giorno per giorno imparato che senza fatica e senza vero sacrificio nulla di grande si conquista. Sempre silenzioso, docile e ubbidiente imparò da don Quintino il segreto di quella pace che solo Dio sa donare quando si è abbandonato il mondo per seguire la sua strada. Dal 1962 al 1966 portarono avanti, senza sosta e superando difficoltà di ogni genere, i lavori di ampliamento e ristrutturazione dell’eremo.

Dopo la morte improvvisa di don Quintino, dal 26 dicembre 1968 fratel Vincenzo è rimasto solo a custodire l’eremo e a continuare il generoso apostolato del suo predecessore. Per rendere più feconda la sua accoglienza dei tanti pellegrini che salgono all’eremo, ricevette l’ordine del diaconato.

L’eredità di radicalità evangelica che ci ha lasciato è un segno prezioso per i tanti amici che ha incontrato vivendo accanto al suo padre spirituale, il servo di Dio don Quintino, per i tanti pellegrini che torneranno a salire all’eremo, e per tutta la nostra Chiesa che vede in fra Vincenzo un testimone umile e fedele del Vangelo del Signore”.