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Ai
Sigg. Presidenti . Melissano e Sarsina
Carissimi, Le distanze logistiche e di tempo ci permettono ormai solo sporadici e fuggevoli incontri, in cui vecchie conoscenze sono sostituite da nuove. La fugacità del tempo accumula anni su anni con affievolimento di memoria , di vocaboli, di fisionomie, ma non d’amore per il comune Amico. Ecco allora l’annuale contatto di pellegrinaggio sulle vie percorse da Quintino, cementato ora anche dallo scambio di visite di gemellaggio tra i comuni Melissano e Verghereto.
Un filo invisibile lega anche me a S.
Alberico e di conseguenza anche a Voi tutti. Ormai trovo una certa difficoltà
nel movimento col mezzo di trasporto, cerco quindi di evitare le giornate di
forte affluenza e confusione. Per questo,martedì 24, staccata la spina della
vita quotidiana, decisi di rifugiarmi nel deserto in silenzio. Un saluto e una preghiera anche sulla tomba dell’altro Amico, certamente anche lui nella schiera della comunione dei Santi.- Alla porta della chiesa ancora ricordi di quando ci recammo con Quintino dal falegname che tardava a consegnargliela; la spinsi perchè accostata e mi ritrovai nella chiesetta di fronte a Gesù Sacramentato ,Vivo, Vero, Reale , perennemente esposto in un ostensorio nella teca dietro a un vetro antisfondamento. La nostra distanza è di pochi centimetri; in questo silenzio, lievemente turbato dal canto gregoriano, di salmi registrato, sentii viva la presenza dei due Amici, in adorazione con me davanti al nostro DIO. Presso la statuina della Madonnina di Lourdes un grillo cantava, e nella mia mente s’inserì il motivo di Modugno: “ ringrazio tia Signuri perché tu mi fa’ viviri a cussì-!!! Tu ca mi fai truvari ligna sicca - quand’ imbianca la muntagna -!!... Tu ca mi fai truvari l’acqua frisca, quando spacca la sulagna!!!.. Ringrazio Tia Signuri!!!! perché tu mi fa’ viveri a cussì. ” Trascorsero veloci le ore.
Verso le 16 era di ritorno fra Michele
carico di provviste e di sudore. Scarica, ma deve ancora ripartire per altri
acquisti (povero fra Michele deve fare da Marta e Maria).Un po’ di digiuno ,
non fa poi tanto male neanche a me, se ripenso a tutti quelli fatti dai due
amici. Licenziata l’assemblea e finita la funzione, il Presidente Scarani c’invitava al pranzo in sincera fraternità ed allegria. Quando alla fine di questo, gli amici melissanesi intonarono: “ Tienimi per mano Amico mio” m’assalì un groppo alla gola, da 56 anni Lui, ed ora anche Vincenzo, non si stancano di tenermi per mano nonostante la mia fragilità nel cammino. Non riuscii a trattenere le lacrime. E’ proprio vero che i vecchi ritornano bambini. Che gioia mi avete voluto ancora regalare !.. Cerchiamo ogni giorno il volto di questi Amici Santi, perché la fede oltrepassa la morte e ci prolunga la nostra fine a Cieli nuovi e nuova terra. Simili sensazioni non si provano spesso.. Nella confusione mentale sono ripartito senza salutarvi e ringraziare, per questo ora riparo con la presente, avendovi narrato il mio stato d’animo. A tutti ogni benedizione di Dio, della Sua Mamma Santissima, di Quintino, e di Vincenzo
Montecopiolo 1° settembre 2010 |
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