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 Melissano per don Quintino
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“MELISSANO PER DON QUINTINO”

Domenica 5 giugno 2011

 Proiezione pergamene con pensieri di don Quintino con sottofondo canzone “Tu al centro del mio cuore”

Inizio : Proiezione foto con base musicale e canzone di Venditti “Stella”

Presentatore

apre la serata con alcune brevi notizie; saluta il pubblico e passa la parola al Presidente dell’Associazione “Amici di don Quintino” prof. Fernando Scozzi.

  
1 - Manifesto

 Presidente

La manifestazione a cui partecipiamo questa sera, voluta e proposta dall’Associazione “Amici di don Quintino” di Melissano, nasce per raccontare la storia di un UOMO che, in ogni circostanza e momento, raccoglie la sua vita in Dio, un maestro silenzioso, nell’inutile rincorrersi di tante parole. Un uomo pronto a servire e ad amare, testimone attento della bontà misericordiosa di Gesù. Una fedeltà a Dio che diventa dono agli altri.

Ripercorrerne la vita è come rigenerarsi alla frescura di una sorgente di acqua pura, dopo la fatica del proprio lavoro quotidiano. Si è sedotti dalla vita di questo eremita-sacerdote, ex Guardia di Finanza. E’ la storia di una vocazione singolare e drammatica al sacerdozio, dipanatasi sempre per vie misteriose. Una vita di laico esemplare prima in terra pugliese e marchigiana, e poi di presbitero all’Eremo di Sant’Alberico a Balze di Verghereto: testimone di una fede eroica, impegnato in un originale e attualissimo apostolato, in una singolare e appassionata ricerca del Signore che diventa misterioso possesso e generosa donazione.

Tutti quelli che lo conobbero di persona sono rimasti sedotti dal suo fascino di bontà, dal sorriso rassicurante, dalla sua umanità sempre calorosa, dalla carità squisita, dalla preghiera intensa e dalla penitenza severa con se stesso. Un uomo “pieno di Dio”.

La serata ci porterà ad assistere ad un emozionante percorso, attraverso musica, canzoni, testimonianze, foto, filmati, per cercare l’essenza della sua spiritualità e del suo apostolato.

Presentatore

 Invita il Sindaco  Roberto Falconieri e il Parroco don Antonio Perrone, nonché Assistente Spirituale dell’Associazione, per un breve saluto.

Presentatore

Diamo il via alla parte musicale della serata con il  Gruppo di Musica Popolare “Radici” che nasce nel 1983. Si esibisce sulle piazze del Salento riscuotendo lusinghieri apprezzamenti di critica e di pubblico, contribuendo alla conoscenza e alla diffusione della nostra cultura popolare. Claudio Miggiano, Valerio Spennato, Quintino Sicuro, Fernando Bellisario e Tiziana  Bruno,  questa sera eseguono per noi “La zita” “Lu triste furese” e “Lu rusciu te lu mare”.

  
2 – casa natale

Commentatore – Anselmo Carone                                                       

Quintino Sicuro nasce a Melissano il 29 maggio 1920 da Cosimo e da Maria Potenza, ultimo di cinque figli, dopo Rosa, Antonia, Luigi e Brigida. 

  
3 – don Quintino con il fratello e le sorelle

E’ un ragazzo esuberante, socievole, generoso che già manifesta quella vivacità che in età più matura diventerà insoddisfazione di se, ansia di ricerca e incontro con Dio.

Finite le scuole elementari, frequenta la Scuola Secondaria Industriale e Commerciale di Gallipoli e consegue la licenza nel 1940.

  
4 – Quintino da giovane

A vent’anni, nel fiore della giovinezza, non era solo un diplomato, ma anche un giovane cui piaceva la spensieratezza, vivendo ogni passione giovanile. Quintino era un bel giovane! Un giovane che amava il bello e il vestire bene.

Presentatore

Adesso Matteo Bortone, giovane diciottenne di Melissano, finalista nella 1^ edizione del programma televisivo “Ho imparato una canzone” su Sky, ospite in vari spettacoli e concorrente in diversi concorsi canori, ci fa ascoltare un bellissimo brano di Westlife “YOU RAISE ME UP”.

Presentatore

Il giovane Quintino ha cura della sua persona e della sua immagine e coltiva con successo la passione sportiva.

E questa sera, proprio per ricordare questo aspetto della sua personalità, vogliamo pubblicamente menzionare dei nostri giovani concittadini che, coltivando con sacrificio e passione la pratica sportiva, hanno ottenuto nel loro campo grandi risultati. Sono: Andrea Manco e Fabio Piscopiello.

  
5 – foto di Andrea Manco

Andrea Manco, 19 anni, specialità: BOXE, categoria: Senior I serie; categoria di peso: 75 Kg. Record: 22 match in totale, 15 vinti di cui 4 per Ko, 1 pareggio e 6 sconfitte.

1.   vincitore Torneo Esordienti Juniores 2009,

2.   vincitore del Torneo degli Azzurrini Youth 2010;

3.   titolare della Nazionale Italiana Youth e Juniores di pugilato nel 2010;

4.   vincitore del Dual Match Francia VS Italia con la Nazionale Italiana di Pugilato;

5.   campione italiano del Centro Sud 2010;

6.   terzo classificato alle finali dei Campionati Italiani Youth 2010 a Porto Torres.

                                   (Il Presidente consegna attestato di merito).

  
6 – foto di Fabio Piscopiello

Fabio Piscopiello, inizia a cimentarsi con la bicicletta all’età di sei anni e nelle categorie giovanili 6-12 anni ha già vinto tutte le gare disputate a livello regionale conquistando 9 titoli.

Nella categoria esordienti (13-14 anni) conquista 18 vittorie – 1° classificato al Campionato Italiano Libertas. Nove vittorie nella categoria Allievi (15-16 anni) e dieci vittorie nella categoria Juniores (17-18 anni). A 19 anni è al TEAM Schivardi Colombina di Brescia e a 21 anni passa al  TEAM VEGA di Ascoli Piceno dove ottiene sei vittorie, tra cui quella nella gara internazionale “Coppa della Pace” a Rimini, vince la tappa al giro Bio per Elite under 23 sulle Dolomiti e il titolo di campione regionale Marche. Nel 2010 ha vinto il “Cappello d’oro” e il “Sedile d’argento” come miglior ciclista pugliese ed è eletto “Atleta dell’anno del Salento”. Oggi è professionista con la  DE ROSA Ceramiche Flaminia..

                                   (Il Presidente consegna attestato di merito).

Presentatore

Don Quintino  amava l’eleganza e la bellezza in tutte le sue espressioni.

E l’eleganza e la bellezza la ritroviamo anche nella danza. Una bella opportunità offerta ai giovani dal Centro danza Sylphide diretto da Francesco Rizzello, che questa sera ci presenta un pezzo tratto dal saggio spettacolo  “I colori dell’amore” di Tania Macagnino, maestra di danza e coreografa del Centro.

Balletto

  
7 – Quintino da finanziere

Anselmo Carone

Ancora studente a Gallipoli, il giovane Quintino fa domanda per essere arruolato volontario nel Corpo della Guardia di Finanza. Un desiderio tenuto nascosto nel suo cuore, ma affidato alla Madonna. Dopo pochi giorni giunge la comunicazione che la sua domanda è stata accettata. Si apre così la strada del sognato avvenire che Quintino non vede come carriera, ma come un modo di servire gli altri e realizzare se stesso.                        

  
8 – Quintino sul fronte Greco - Albanese

Presentatore

Nella vita di Quintino c’è, in questo momento, anche la tragica esperienza della guerra.

Nel gennaio del 1941, a 21 anni,  è in Grecia, assegnato al I Battaglione della Guardia di Finanza sul fronte greco-albanese-Jugoslavo. E dopo varie traversie finisce nell’inferno dell’eccidio di Cefalonia da cui riesce a scampare miracolosamente illeso.

Ascoltiamo adesso una bellissima canzone di Mia Martini “Gli uomini non cambiano” cantata da Sabrina Pisanello, diciottenne di Melissano, studia pianoforte e canto, scrive canzoni e ha partecipato a diversi festival. E’ anche attrice di musical.

  
9 – Quintino tra le “Fiamme Gialle”

Presentatore

Terminata la guerra, nel maggio del 1945, rientra nel Corpo della Guardia di Finanza a Brescia dove conosce una ragazza, Silvia Riccardi, divenuta poi insegnante. Lei stessa racconta:

Giovanna Troisi

“…..ci siamo fidanzati, era il nostro un amore puro, pulito, di quelli che arricchiscono il cuore ed elevano lo spirito. … Ho conservato di lui un ricordo bellissimo e da sempre lo prego come si prega un santo. Ringrazio il Signore di averlo messo sul mio cammino, di avermi permesso di conoscere e godere di un animo tanto semplice e generoso, profondamente ricco del tesoro più prezioso: un immenso amore a Dio che si manifesta nell’amore verso l’uomo. Non si poteva conoscerlo senza volergli bene” 

Presentatore

Ora  ascoltiamo Morgana Serafino, 11 anni di età, viene da Nardò; concorrente delle prima e seconda edizione del programma televisivo: “Ho imparato una canzone”. Ha partecipato a numerosi festival, sia come cantante che come presentatrice, ospite in numerosi spettacoli. Stasera canta per noi “YOR LOVE”  con musica di Ennio Morricone.

Anselmo Carone

Improvvisamente, proprio mentre tutto gli arride, rompe con il passato e mette in discussione il suo lavoro,  il suo amore per Silvia, il suo probabile matrimonio. E’ una scelta radicale per la sua vita futura che affiderà alla Madonna. Scrive, infatti, Quintino: - Mi darò tutto al mio Signore, ma Tu, Madre Celeste, non mi abbandonare. Mi sforzerò di salire se Tu mi darai una mano; tento, ma con Te -.

Nel giugno del 1947, dà le dimissioni dal suo incarico di sott’ufficiale della Guardia di Finanza, fra lo sconcerto generale ed entra nel convento dei Minori Francescani di Ascoli Piceno e poi in quello di Macerata e Treia dove accoglie le vesti francescane del Poverello di Assisi.

Il suo abbandono del mondo si stava realizzando. Così Quintino esprimeva la sua gioia:

  
10 – Quintino con le vesti francescane

Isaia

“La prima divisa delle Fiamme Gialle, / passione viva della prima età / oggi ai piedi del Tuo altare depongo / mio Crocifisso Signore / per rivestire l’umile saio del Tuo servo Francesco. / Accetta l’offerta / e sia conforto al sacrificio materno / luce di bene ai miei cari / guida di pace e pegno d’amore al mondo”.

Presentatore

Ascoltiamo Renato Carrozzo che esegue il brano di Franco Battiato “E ti vengo a cercare”. Renato ha iniziato a cantare negli anni ’70 con un gruppo di giovani amici. Trasferitosi a Firenze negli anni ’80, studia al Conservatorio “Cherubini” e inizia a lavorare in sale di registrazione professionali. Nel ’92 partecipa al Cantagiro e da allora collabora con diversi artisti di fama nazionale.

Presentatore

Ma la nuova vita di preghiera e di penitenza cui fra Quintino si sottopone, non soddisfa le sue più intime aspirazioni e cerca un contatto più immediato e più diretto con Dio.

  
11 – Quintino eremita

Lascia il saio e si ritira sull’Eremo di San Francesco a Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno.

Coi panni della Provvidenza, da vero sposo di Madonna Povertà, vive nella solitudine dell’eremo, scendendo tutte le mattine in parrocchia per la messa e la comunione, anche nel crudo inverno dei Monti Sibillini, coi piedi nudi e insanguinati. Una panca come letto; per cibo solo quello che veniva offerto dalla Provvidenza, giorno per giorno.

Nel novembre del 1949, scrive ai familiari la sua gioia profonda di un ritrovato spirituale rapporto con se, con gli altri e con Dio.

La compagnia teatrale “Il Sipario” nasce nel 1998 su insistenza di alcune persone appassionate di teatro e cultura teatrale in genere. In questi 13 anni di attività, l’Associazione, che non ha scopi di lucro, si distingue sul territorio con la partecipazione a diverse manifestazioni culturali, attraverso la messa in scena di commedie teatrali in vernacolo e in italiano, concerti musicali, offrendo, tra l’altro, anche la possibilità di crescere dal punto di vista teatrale attraverso corsi di dizione prima e di recitazione poi con la formazione di diversi laboratori teatrali in collaborazione con “Teatro Terra Messapia”. Alessandro Santantonio, con accompagnamento musicale del maestro Mauro Potenza, ci leggerà la lettera dell’eremita Quintino:

  
12 – Quintino ritratto maestro Afrune

Alessandro Santantonio

“Carissimi, dopo sì lungo silenzio, durante il quale non ho cessato di pregare per voi la Vergine Santissima, perché vi fosse vicina in così particolare circostanza, eccomi a voi per le attese nuove. Avrei tante cose da dirvi onde giustificare il passo fatto e notificarvi il mio nuovo stato, eppure mi astengo perché superfluo, vi dico semplicemente di aver fatto la volontà di Dio e di stare bene, perché sono nella mia strada. Non importa se il mondo mi dice pazzo, basta che piaccia all’Amore! E voi, miei cari, non pensatemi ora un semplice mendicante, ma un apostolo sulle orme del Maestro. Sono felice, credetemi. Il Padre, nel dolce amplesso del quale sono interamente abbandonato, non mi fa mancare nulla. La popolazione delle borgate vicine, dove mi porto per una buona parola, mi vuole tanto bene e in essa vi trovo la cara mamma lontana, sorelle, fratello. Deponiamo tutto nelle mani del Signore, tutto andrà per il meglio. I figli non sono fatti per i genitori, ma per la missione a cui la Provvidenza li destina.

Benedicimi, o mamma, e perdonami se involontariamente ho ferito il tuo cuore. Pregherò tanto per te. L’eremo santo, situato su un monticello aperto e ventilato, è un gran ristoro per lo spirito, e devo essere molto riconoscente al buon Dio che me lo ha concesso.

Per Natale e per Capodanno penso non scriverò, perciò vi faccio sin da adesso i più cari auguri con tanti bacioni e abbracci. Ricordatemi ai parenti, amici e convicinato.

                                                              Vostro affezionatissimo Quintino”.

Presentatore

Ora ascoltiamo Francesco Macrì, un ragazzo di 15 anni, ha conseguito la licenza di solfeggio presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce, ha approfondito le sue conoscenze riguardo al sassofono grazie agli insegnamenti dei proff. Ugo Casto e Alessandro Trianni. Ha partecipato, nel 2008, al 12° concorso Nazionale di musica Fratres “Giovanissime Promesse” conseguendo il premio speciale. Ha, inoltre, partecipato al I Concorso Nazionale di Musica a Tricase conseguendo il I premio Bernstein.

Eseguirà, ora, CAPRICE EN FORME DE VALSE per sassofono solo by Paul Bonneau.

  
13 – Quintino eremita tra i parenti

Anselmo Carone

Nel mese di dicembre del 1952, alla notizia delle cattive condizioni di salute della madre,  Quintino parte a piedi da Montegallo e giunge a Melissano dopo sedici giorni di duro cammino. E’ accolto con particolare meraviglia dai compaesani che lo vedevano per la prima volta in veste di eremita. Rimane a Melissano per tre mesi, assistendo la madre e svolgendo un fecondo apostolato. Di quel periodo Gina Manco ha reso una semplice e bella testimonianza letta, questa sera, dalla figlia signora Rosaria Conte.

  
14 – l’eremita Quintino tra i fratelli Coppola in Taviano

Rosaria Conte

La prima volta che don Quintino tornò a Melissano da eremita, fu invitato a pranzo insieme al vice parroco di allora, don Giuseppe Fanuli, da Sara Caputo, con la quale io vivevo, in Via Casarano n. 11.

Per l’occasione fu allestita la tavola nella sala da pranzo, attigua alla quale c’era una piccola cucina, dove ogni giorno pranzava, insieme alla signorina Caputo e a me, un vecchio di circa ottant’anni, quasi cieco. Gigli, così si chiamava il vecchio (il cui vero nome era Antonio Sambiasi). Nativo di Ugento, era stato abbandonato in fasce presso una famiglia di Melissano, dov’era vissuto. Ma ormai vecchio e in tempi di ristrettezza, dopo la guerra, viveva della carità di Sara Caputo, perché non voleva pesare sui propri figli.

Don Quintino si presentò con il suo impermeabile sbiadito e i piedi scalzi. Cominciò il pranzo, mentre io non perdevo occasione di sbirciare sotto il tavolo i suoi piedi gonfi e piagati, tanto ne ero impressionata.

Mentre mangiava, don Quintino si rese conto che in cucina c’era qualcuno, avendone sentita la voce. Era Gigli che mangiava da solo e che non aveva voluto sedere a tavola con gli invitati, perché era in abiti miseri e, vedendoci poco, si sbrodolava mangiando. Ma don Quintino chiese chi ci fosse in cucina e avendolo saputo, insistette perché Gigli sedesse a tavola con loro e quando gli fu presentato, gli prese le mani e lo abbracciò e, con dolcezza, lo invitò a sedere accanto a lui.

Grande fu la gioia e la commozione dei presenti e dello stesso Gigli, che gli baciò le mani con gli occhi umidi e poi sedette a tavola accanto a don Quintino, senza provare più vergogna, dopo l’incoraggiamento ricevuto.

Grande fu l’insegnamento di umiltà e di incoraggiamento sulla via del Vangelo che ricevemmo da don Quintino quel giorno.

Ci sentivamo pieni di gioia e fu come avere Cristo a tavola con noi.

  
15 – foto mamma di Quintino

Presentatore

Migliorate le condizioni di salute della madre, Quintino torna a Montegallo. Ma prima, inginocchiato, vuole la benedizione di lei: si abbracciano a lungo, in silenzio.

(canta Marcello Brocca)

Marcello Brocca, il cantante e tastierista con i capelli bianchi, alcuni anni fa, ha interpretato il Servo di Dio nel recital “Don Quintino, eremita dei tempi moderni”, realizzato dal gruppo teatrale Il Sipario. Questa sera ha eseguito per noi “Grazie Mamma”.

Anselmo Carone

            La vita del servo di Dio è  un tessuto meraviglioso dei misteriosi disegni del Padre e della Provvidenza divina. Dopo Montegallo, all’età di 34 anni, si trasferisce a Balze di Verghereto, nella diocesi di Sarsina.

Il parroco di Capanne che accoglie Quintino, vestito poveramente, ma ordinato e pulito, rimane colpito dal fascino che emanava dal suo sguardo e dal suo sorriso.

Fu in quel tempo che un bambino, il testimone più innocente e profondo, vedendo passare quell’uomo così vestito, scalzo e raggiante di bellezza sul viso, corse in casa e gridò: “Mamma, ho visto passare Gesù”.

  
16 – l’eremita Quintino tra i giovani

Quintino seppe subito inserirsi tra la gente  e appartenere a tutti. Era un eremita moderno con il senso della Chiesa. Anche con i giovani stabilì subito un’intesa fatta di simpatia, questi venivano da tutta la diocesi e si rivolgevano a lui come all’uomo di Dio.

Presentatore

E ora ascoltiamo una giovane di Melissano, Sara Pindinello, studentessa universitaria, ha partecipato a numerosi festival e concorsi canori, in alcuni classificandosi nelle prime posizioni; ospite in vari spettacoli. Stasera ci propone un pezzo di Emma Marrone “Io son per te l’amore”.

Anselmo Carone

Ma il cammino di Quintino verso la meta più alta non si ferma; il suo tormento interiore non si placa, la sua aspirazione più grande è il sacerdozio.

Quindi affronta con umiltà e tenacia lo studio assiduo, irto di difficoltà e di sacrifici, ma felicemente coronato con il conferimento nel dicembre del 1961 dell’ordine sacro del Presbiteriato da parte del Vescovo Bandini.

  
17 – ordinazione sacerdotale di Quintino

Don Quintino, oltre che a Dio, attribuiva la Grazia del sacerdozio alla Madonna che lo aveva sempre condotto per mano lungo il difficile cammino. A Lei aveva fatto una promessa: se avesse portato a termine la sua vocazione, sarebbe andato pellegrino a dirLe grazie nella terra da Lei prediletta.

Fu così che nell’ottobre del 1962 volle sciogliere il suo voto: andare a Lourdes a piedi insieme al suo fidato Vincenzo Minutello che da Racale, nel mese di giugno, condivideva con don Quintino  l’Eremo di Sant’Alberico. Un viaggio di 1.500 Km, un sacrificio di lode che durò 48 giorni, documentati, passo dopo passo, in una relazione consegnata al ritorno al suo vescovo.

E finalmente Lourdes! La promessa era mantenuta e il voto sciolto.

  
18 – don Quintino e Vincenzo Minutello

Presentarore

Ascoltiamo dal soprano Irene Corciulo una sublime interpretazione dell’Ave Maria di Gounod, accompagnata dal maestro Antonella Manco.

Irene Corciulo ha conseguito il diploma di canto presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, svolge attività concertistica in diversi centri della provincia. Ha collaborato alla realizzazione delle stagioni liriche del Teatro Politeama Greco di Lecce e del Teatro Regio di Parma. Svolge attività concertistica interregionale in seno all’Associazione Musicale “Grecìa Salentina” sotto la direzione del Maestro Salvatore Tarantino. E’ docente di canto lirico e leggero presso la Rinomata Scuola Superiore di Musica HARMONIUM, che ad oggi conta sei sedi nel territorio provinciale.

  
19 – vecchio eremo

Anselmo Carone

Il lavoro instancabile ha fatto parte dell’apostolato di don Quintino. Divenuto sacerdote rivolge tutte le sue cure all’eremo. Insieme a Vincenzo, allarga le adiacenze per creare un  ampio piazzale intorno alla casa, sgretolando la roccia con le sue mani.

        
20 – don Quintino al lavoro

Dedica ogni attenzione alla chiesetta riscoprendo le originarie strutture in pietra viva. Demolisce il vecchio ospizio, ricostruendolo ed elevandolo di un piano. Il nuovo complesso può così offrire agli ospiti desiderosi di raccoglimento e di spiritualità, ben 14 camerette. I lavori, iniziati nel 1963, ebbero termine nel 1966 e nell’agosto di quell’anno si tenne il primo corso di Esercizi spirituali diretto da mons. Serafino Zardoni. Lo scopo di don Quintino era raggiunto.

  
21 – nuovo eremo

Presentatore

Ascoltiamo Cristina Schito, ventunenne di Racale, studia canto da circa otto anni, ha partecipato alle selezioni per Sanremo 2008/2009 e a numerosi festival.  Canta “Adagio” di Albinoni.

 Presentatore

Dobbiamo a Massimo Scarani, presidente dell’Associazione Amici di don Quintino di Sarsina, l’unico filmato che riprende don Quintino a Sant’Alberico. Sono poche immagini e anche un po’ sfocate, ma pur sempre emozionanti.

(testimonianza di Massimo e filmato don Quintino)

Anselmo Carone

Nella notte di Natale del 68, confessa a lungo nella chiesa di Balze. Finita la messa rimane a lungo in chiesa, in ginocchio davanti al tabernacolo. E’ già passata l’una e non si decide ad alzarsi. L’arciprete lo chiama ripetutamente, infine don Quintino lo segue, chiede di confessarsi e con voce commossa dice ripetutamente al confessore “sento che la mia missione è finita, vorrei fare ancora, ma non vedo che cosa di altro voglia il Signore da me.

La mattina del 26 dicembre, deve celebrare messa al monte Fumaiolo e benedire l’impianto della funivia. Una macchina va a prelevarlo, ma proprio quella notte la neve, caduta abbondantemente impediva alla macchina di procedere in salita. Più volte don Quintino e fratel Vincenzo sono costretti a scendere per spingere la vettura. La comitiva giunge finalmente sul piazzale del valico del monte Fumaiolo, don Quintino mentre aiuta a scaricare l’occorrente per la messa, senza proferir parola, si accascia improvvisamente colpito da infarto. Era passato all’eternità lui che tutto aveva abbandonato per servire totalmente  Cristo nei fratelli. Ascoltiamo ora uno stralcio dell’omelia del vescovo Bandini in occasione del decennale della morte del Servo di Dio

Alessandro Santantonio

La vita di Don Quintino fu una costante preparazione alla morte. Che soffrisse di cuore non  si sapeva. Lui, certo, lo sapeva. Avrebbe dovuto risparmiarsi; non lo ha mai fatto.  Si è donato senza misura, si è donato finché ha potuto, fino a consumarsi.

Capitato in casa di amici in una pessima giornata invernale, con la barba coperta di ghiaccioli, fu esortato a non esporsi così in giorno di tormenta. C’era il pericolo di rimanere stecchiti sul valico. Rispose: “che bella fine sarebbe”.

Interrogato su una  possibile improvvisa malattia nella solitudine dell’Eremo, rispose:”non mi sono ancora posto il problema. Non mi sono mai ammalato. Quando Dio verrà io l’aspetto”.

In una lettera ad un amico così scrive: “chi vive sempre in attesa del Signore, non avrà paura  di aprirgli al suo arrivo e pronunciare il suo ultimo ECCE VENIO”.

  
22 – funerale di don Quintino

Questo prete eremita dei tempi moderni così ricco di umanità, di sensibilità e di non comune spiritualità, questo prete, che ha consumato la breve vita nella preghiera, nella povertà, nel duro lavoro, nel silenzio meditativo e nel totale servizio agli altri, è un esempio per tutti i cristiani, sacerdoti e laici, che intendono realizzare l’insegnamento di Gesù ed essere “sale della terra e luce del mondo”.

Presentatore

Donato Manco ci presenta una personale e intima interpretazione di una antica preghiera e poi la canzone dei New Trolls “Signore, io sono Irish”.

  
23 - tomba di don Quintino

Presentatore

Nel 1983, un gruppo di amici ed estimatori di don Quintino chiede al vescovo diocesano di prendere in considerazione l’opportunità di introdurre la causa di beatificazione.

Il primo ottobre 1985, il vescovo di Cesena-Sarsina decreta l’introduzione della causa che si chiuderà il 28 agosto 1991 nella concattedrale di Sarsina.

Don Quintino, dunque, si avvia verso la gloria degli altari. Il 16 dicembre 1993, eccezionalmente, nel salone della Scuola di Polizia Tributaria presso il Comando Generale della Guardia di Finanza in Roma, si apre la fase vaticana della Causa di Canonizzazione del Servo di Dio.

Donato Manco ci presenta una bellissima e originale interpretazione dell’Ave Maria.

  
24 –   Roma Guardia di Finanza

Presentatore

L’Associazione “Amici di don Quintino” organizza ogni anno un pellegrinaggio nei luoghi dove ha vissuto e operato il Servo di Dio don Quintino e diverse sono le testimonianze rese dai  partecipanti. Questa sera Alessandro Santantonio ce ne fa ascoltare una particolarmente significativa resa da Mons. Vittorio Fusco,  già Vescovo di Nardò-Gallipoli, che racconta il suo incontro con il Servo di Dio.

  
25 – Vescovo Fusco

Alessandro Santantonio:

“Ho potuto conoscere don Quintino attraverso la bella biografia di mons. Bandini, e le altre preziose testimonianze raccolte amorevolmente dagli "Amici" di Sarsina, Montegallo e Melissano.

La sua figura mi ha subito affascinato. Da essa si irradia un messaggio assai forte ed attuale, al quale dobbiamo fare particolare attenzione noi suoi conterranei. Non credo sia causale, nella singolare esperienza di don Quintino, la sua origine salentina. Anche se sono state le montagne dell’Appennino, al termine del suo avventuroso viaggio, a offrirgli l’approdo definitivo, il contesto più adatto alla sua esperienza eremitica, alla sua ricerca radicale di Dio nella solitudine e di silenzio, mi piace pensare che questa sua ricerca veniva da lontano, affondava le sua radici nella giovinezza stessa di don Quintino, in questa sua terra, in questa nostra religiosità popolare segnata da quella che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha chiamato "la luce dell’Oriente", quella spiritualità che ha sempre avuto nell’esperienza monastica ed eremitica una della sua espressioni fondamentali.

La testimonianza di don Quintino ci sia di guida nella riscoperta di queste nostre radici, che abbiamo estrema urgenza di ritrovare e di valorizzare”.

  
26 – canzone “Con te non temerò”

Presentatore

Il maestro Antonella Manco, nata a Melissano, ha conseguito il diploma di pianoforte presso il Conservatorio “Paisiello” di Taranto e poi la laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo presso l’Università degli Studi di Bologna. Ha partecipato a numerosi concorsi di esecuzione musicale, distinguendosi al Concorso Internazionale “Giovani Promesse” di Taranto e al Concorso “F. Eranio” di Manduria. Dal 1999 è maestro concertatore e direttore del Coro Polifonico “Jubilaeum” con il quale svolge attualmente attività concertistica. Il coro è formato da circa 40 elementi non professionisti che svolgono il loro servizio nelle corali della Parrocchia “Beata Vergine Maria del Rosario” di Melissano. Ha, inoltre, svolto un’intensa attività concertistica in molti centri urbani del Salento, riscuotendo ampio successo di pubblico e di critica. Nel luglio del 2002, il Coro “Iubilaeum”  si classifica al primo posto nel 1° Concorso Canoro per Canto Sacro “Premio Salento”, indetto dalla Città di Gallipoli.

Questa sera, a conclusione della manifestazione, ascoltiamo la canzone: “Con Te non temerò”, vita di don Quintino Sicuro,  parole di Egidio Scarcella e musica di Dario De Micheli.         

Ringraziamenti

Autorità Civili, Religiose e Militari – artisti – commentatori - CIDES – ragazzi del servizio d’ordine – C.T.G. – Comitato Sant’Antonio – Gli Amici del Piper – la ditta Luigi Semola - La Protezione Civile – e tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione.

A tutti gli Artisti verrà consegnato un Attestato di Ringraziamento Speciale da parte dell'Associazione.