Home Su Commenti Notizie Link Ricerca Comunicazioni
 Omelia in memoria di fratel Vincenzo
Precedente Home Su Successiva

 

Omelia in memoria di Fra Vincenzo Minutello
di Mons. Emilio Vetere

 Salvati dal Signore, cantiamo un Canto Nuovo.

E’ il canto che, oggi, noi vogliamo cantare al Signore della gloria. Esso sgorga spontaneo e autentico dal nostro cuore; vuole essere un canto di ringraziamento per il dono che ha fatto, del fratello Vincenzo, a quanti hanno avuto la fortuna di incontrarlo e di leggere nel suo stile di religioso la gioia di vivere in pieno la carità evangelica.

 Non vi nascondo che, quando il nostro Vescovo, peraltro impegnato in una riunione pastorale inderogabile, mi ha personalmente delegato a celebrare questa Liturgia Funebre, ho avvertito in me una gioia incontenibile per il fatto che ho incontrato e ho conosciuto un uomo che era la vera trasparenza della carità di Dio. Lo stesso Vescovo Mons. Calandro mi ha dato l’incarico di porgere ai familiari le sue sentite condoglianze.

Figlio spirituale del carissimo don Quintino Sicuro, il nostro Vincenzo non avrebbe mai pensato di arrivare alle soglia del sacerdozio con l’Ordine del Diaconato. Sono più che certo che Vincenzo abbia veramente incarnato la missione di Diacono, intesa come autentico servizio verso l’altro. Questo, me lo ha confermato lui stesso in quel colloquio di giovedì scorso. Come, Vincenzo, ha raggiunto il momento affascinante del dono verso gli altri? Tramite la meravigliosa virtù dell’umiltà.

Si metteva a ridere quando gli dicevo che ogni volta che lo incontravo lo invidiavo per la sua umiltà che lo rendeva sempre più sereno. Serenità che sprizzava dai suoi limpidi occhi e sapeva trasmettere, certo inconsciamente, a chi gli parlava.

Non esagero se oggi affermo che Vincenzo è stato il Vangelo vivente di Cristo. Infatti si è posto con grande gioia alla Sua Sequela senza mai lasciarlo.

 Un diacono, dunque, sensibile e altamente caritatevole dal passo vellutato: amava non farsi notare ma avvertiva in sé e viveva la dimensione della carità di Cristo. Nel Battesimo siamo stati sepolti con Cristo, dice San Paolo, e se lui è risorto, anche noi risorgeremo. E’ stato sepolto con Cristo salendo con lui sulla croce della sofferenza accettata con serenità e gioia in quanto era cosciente che la Croce della sofferenza gli avrebbe riservato il diritto a conseguire la Vita eterna.

L’assegno a vuoto che Dio gli ha consegnato fin dalla sua nascita, Vincenzo, lo ha riconsegnato pieno di opere buone. E’ quello che dovremo fare anche noi. Ma dipende da noi!

E questa è una bella lezione per noi che ci diciamo cristiani senza, però, esserlo. In noi purtroppo c’è solo l’apparire e non l’essere cristiani.

 Vincenzo ha raggiunto il suo grande amico: don Quintino Sicuro. Insieme pregano per tutti noi, per quanti hanno frequentato la Casa di Accoglienza che resta il punto di riferimento sicuro per quanti continueranno a frequentarla.

 Grazie, caro fratello Vincenzo, della grande lezione che ci hai dato. Tuo desiderio è che noi la sappiamo leggere e viverla nella sua concretezza. Ci impegneremo. Te lo promettiamo!.

(I funerali si sono svolti in Racale (LE), nella giornata del 1° marzo 2006)