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 Ricordo di don Quintino nel 40° anno della morte
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Natale 2008

RICORDO DI DON QUINTINO NEL QUARANTESIMO ANNO DELLA MORTE 

                                                                Agli amici e conoscenti,
                                                                                   a tutti quelli di cui non ricordo il nome
                                                                             ma che ho impresso il loro volto nella memoria 
                                                                                   per nuova amicizia a mezzo di Don Quintino

        Salute.

        Ogni anno a ridosso degli Auguri per il Santo Natale, ricorre anche l’anniversario della morte del servo di Dio don Quintino Sicuro avvenuta il 26 dicembre 1968 sul Monte Fumaiolo.

        E’ per me particolarmente doveroso ricordare, quest’Amico, scopo prefisso anche dallo statuto ad ogni iscritto dell’Associazione all’art. 2 lettera e).

        Si sente il desiderio di immergersi in emozioni, sensazioni, sentimenti del tempo trascorso. Riproponendo alcuni passi dell’omelia del Vescovo di Cesena Sarsina Mons. Antonio Lanfranchi, tenuta il 29 agosto 2007 all’Eremo di S.Alberico, ci alliniamo: ” è la voce del cuore che ci sussurra di non dimenticare, di tener viva la memoria delle persone significative della nostra vita. E’ la voce del cuore che ci dice di trovare il tempo per noi, e non semplicemente del tempo da spendere in attività per produrre, ma del tempo per coltivare le ragioni che danno il gusto della vita popolata da tante speranze, quali il successo, il desiderio di una posizione sempre migliore, della salute, dell’amicizia della solidarietà. Quando queste speranze si realizzano, abbiamo l’illusione di aver risolto i problemi della vita; ma tutte le speranze umane sono soggette al logorio del tempo e allora conveniamo che c’è una domanda nella nostra vita che non può risolversi nei beni di consumo, che non può risolversi neanche dentro a un orizzonte puramente immanente all’uomo. Cerchiamo, allora, come dare risposta a questo desiderio che è il desiderio di Dio…

Noi abbiamo allora bisogno di persone credibili di persone che ci dicono che questo è possibile, che questo è vero. Ecco allora la funzione dei Santi, degli eremiti che ci testimoniano proprio questo.. fra Vincenzo e don Quintino sono state persone che nella loro semplicità, hanno parlato e parlano della nostra esistenza. Ricordare, far memoria di loro ci da conforto e diventa viatico a sostegno della nostra vita; Don Quintino e fra Vincenzo non hanno l’aureola, ma sono santi, ci fanno sentire compagni di viaggio, pellegrini sostenuti dalla stessa meta e dal desiderio di esserci d’aiuto reciprocamente.”.

        Riflettendo poi, sulla seconda lettera di Pietro, che la Santa Liturgia ci ha riproposto nella seconda domenica di avvento, per ricordarci che davanti al Signore un solo giorno è come mille anni, e mille anni sono come un solo giorno; poca cosa sono allora 40 anni; ma su questo lasso di tempo della nostra vita è doveroso riflettere.

        Nonostante gli insegnamenti ricevuti, abbiamo spesso vagato, come gli ebrei nel deserto, smarrita la strada, ritrovandoci al punto di partenza.

        Ci siamo spesso lamentati per la mancanza d’acqua, abbiamo rimpianto le cipolle e porri d’Egitto, ricostruito i nostri piccoli idoli.

        La mano di questo Amico, ci ha sovente, sorretto nelle avverse circostanze, ci ha avvicinato a nuove conoscenze, nuove esperienze, nuove amicizie, con incontri che diversamente non avremmo mai avuto.  Ci ha spinto a guardare avanti con fiducia tenendo fisso l’orizzonte di chi ci ha preceduto nel cammino di fede. Trovare un amico, appunto, è trovare un tesoro.

        Ritorno, col pensiero all’eremo del Monte Carpegna nel 1954, al primo incontro di Quintino nel trasferimento dal romitaggio di Montegallo di Ascoli Piceno, dove per 4 anni, nel digiuno, nella solitudine nella costante preghiera e penitenza, aveva maturato la sua profonda trasformazione. E’ nata questa amicizia umana, piuttosto breve, ma intensa che ha scavato un profondo segno, e che da allora ci accompagna.

        Un’amicizia che ” Nec recisa recedit.” Che è poi il motto delle Fiamme Gialle alle quali Quintino era appartenuto, a cui tuttora si mantiene fedele.

        E’ nostro dovere, ed egoisticamente parlando, nostro interesse mantenere aperta l’amicizia con chi fa già parte della comunità ecclesiale trionfante. Nel silenzioso dell’eremo è ancora pronto ad ogni richiesta d’aiuto spirituale, di invito alla preghiera e alla carità, sia alla vecchia che alla nuova generazione.

        Nel silenzio ognuno esamini se stesso, e troverà che anche i cambiamenti dei tempi, dei luoghi ci riportano agli insegnamenti di Don Quintino.

        Facciamo nostra l’invocazione del prof. Quintino Scozzi che riassume in forma di preghiera la sintesi della vita di questo Amico:

        ”O Signore, illumina quanti sono impegnati a portare avanti il processo di identificazione delle virtù eroiche di Don Quintino.

         Fa o Signore, che siano riconosciuti la vita di penitenza, la povertà dello spirito, la continenza, l’umiltà, l’animo proclive alla carità, l’aperto ripudio delle cose terrene, l’amore sconfinato verso la Mamma celeste del mite anacoreta.

         Da o Signore, al tribunale incaricato della perorazione della causa di beatificazione e canonizzazione dell’indimenticabile don Quintino saggezza e coraggio nel giudicare conformemente alla Tua volontà, le sue opere, il suo spirito di sacrificio, le sue sublimi rinunce.

         Te lo chiediamo, Signore con tutto il cuore, in nome di quanti lo ebbero amico d’infanzia e compagno di studi, di coloro che lo conobbero nell’ineccepibile osservanza dei suoi doveri militari e di quanti da lui ebbero aiuto, conforto consiglio……

         Auspichiamo che un giorno non lontano, abbiamo ad apprendere con grandissima esultanza, l’assurgere del loro fratello in Cristo agli onori degli altari.

         Imploriamo, in fine, La Vergine Santissima affinché si degni di portare pace e conforto in tutte le famiglie…”.

        Con questi Auguri, intendiamo commemorare il suo quarantesimo “ dies natalis “ nell’imminenza della venuta di Cristo fra noi.

        Nel ricordo di Don Quintino a tutti i migliori Auguri ed un felice 2009.

Montecopiolo, 18 dicembre 2008

Battista Magalotti
Socio Amici di Don Quintino

 
Pellegrinaggio agosto 2008 - l'amico Battista Magalotti