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 Saluto del Vescovo
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Saluto del Vescovo di Cesena-Sarsina Mons. Antonio Lanfranchi

29 agosto 2005 – Capanne, frazione del comune di Verghereto

Saluto tutti i presenti e quelli che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa. La festa di Sant’Alberico si arricchisce quest’anno di questa iniziativa che rende gloria ad uno dei grandi figli che ha ripristinato l’eremo: don Quintino Sicuro.

Intitolare una strada ha tanti significati. La strada per noi è uno dei simboli principali della vita perché ci indica proprio la necessità di comunicare. La strada è strumento perché possiamo comunicare tra noi e ci dà la possibilità di incontrarci. La strada indica una meta, meta che si può e si vuol raggiungere. La strada si calpesta, ma calpestandola rende sicuro i nostri passi. Ecco che allora la strada diventa metafora di quel viaggio che ci vede tutti non vagabondi né turisti, ma pellegrini. Non ci vede vagabondi, persone cioè che girovagano senza un orientamento, senza una meta, che stentano a collegare le loro esperienze; non ci vede neanche semplici turisti,  persone che amano, persone che vivono delle sensazioni forti, belle, piacevoli e forse anche incantevoli come questo.

La strada, invece, ci vede pellegrini: quindi il pellegrino è quello che va con lo spessore dell’essenziale e credo che la montagna educhi molto ad essere essenziali, con il desiderio di raggiungere una meta, sicuri che ogni passo avvicina a questa meta e la prepara.

In questo viaggio abbiamo bisogno di modelli, abbiamo bisogno di persone che non solo ci propongono un ideale, ma che ce lo rendano attraente perché l’hanno percorso insieme; l’hanno condiviso e don Quintino ha condiviso la vita con la popolazione di questo territorio per scelta. Condividendo ha indicato proprio una meta per cui se oggi lo ricordiamo è proprio perché tratta della nostra vita, per gli ideali profondi che portiamo dentro.

Ecco allora, benedicendo queste insegne che indicano la strada intitolata a lui, vorrei augurare proprio che queste strade siano strade di incontro e di comunicazione, siano strade in cui ognuno sostiene l’altro proprio nella ricerca della verità, nella ricerca del senso della vita, della meta da dare alla vita che è indicata da Gesù Cristo, testimoniata proprio da queste grandi figure che sono i Santi tra i quali collochiamo don Quintino anche se non ha l’aureola ufficiale ma che possa presto realizzarla. Con questo spirito allora invoco la benedizione del Signore.

Preghiamo

 O Dio che in ogni tempo e in ogni luogo sei vicino a chi ti serve con amore e confida nella tua protezione, benedici quanti transiteranno per questa strada. L’intercessione di don Quintino li precedi e li accompagni insieme al suo angelo perché superato ogni insidia giungano sani e salvi alla meta desiderata. A te gloria nei secoli per Cristo nostro Signore. Amen.