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 Un pensiero per Quintino
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UN PENSIERO PER QUINTINO

 Il 25 maggio 1939, a 19 anni, il giovane Quintino Sicuro si arruolò nel Corpo della Guardia di Finanza e varcò la soglia d’ingresso della Scuola Allievi Finanzieri di Predazzo, la prestigiosa Scuola Militare Alpina più antica del mondo, al fine di ricevere l’addestramento riservato alle giovani reclute.

Così Quintino da Melissano, paese a 59 metro s.l.m., pieno di sole, assetato d’acqua e privo di boschi, si trovò a Predazzo, paese di montagna a 1.018 metri s.l.m., nella Val di Fiemme, alla base del gruppo montagnoso del Latemar, al bivio tra la Val di Fassa e la Valle del torrente Travignolo, ad iniziare la sua carriera militare.

Sicuramente anche per lui, come per tutti i suoi colleghi che hanno calpestato la piazza d’armi della Scuola, il cappello alpino, con la sua pappina gialla e la penna nera, rappresentò l’emblema più importante della divisa da conservare orgogliosamente, come un sacro cimelio.

Ma Quintino non cercava quell’emblema, anche se portato con fierezza, passione e dignità, ma l’emblema che rende servo tra i servi, umile tra gli umili, povero tra i poveri; l’emblema che porta amore, gioia, conforto, speranza, spirito di servizio nel segno dell’umiltà e della gratuità; quell’emblema che ti fa percorrere la strada che unisce la terra al cielo e che conquistò, con fatica e sacrifici, il 23 dicembre 1961 con l’ordinazione sacerdotale.

Maggio 2013, a 74 anni dal suo arruolamento.

Un collega e amico