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 Verso l'eremo dicembre 2005
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A cura dell’Associazione “Amici di don Quintino” – MELISSANO (LE) – dicembre 2005

Casella di testo: NATALE 2005
 “Abbiamo veduto una stella in Oriente
e siamo venuti ad adorare il Signore”
 
 
Don Quintino

 

 

         “Vedere la stella e mettersi in cammino è stato tutt'uno. Non hanno dubitato: la loro fede era decisa, tutta d'un pezzo. Non hanno tentennato di fronte alle fatiche del lungo viaggio: il loro cuore era generoso. Non hanno rimandato ad altro tempo: il loro animo era pronto.

Anche nel cielo della nostra anima a volte appare una stella: è l'intima, chiara ispirazione di Dio che ci invita ad un atto generoso, ad un distacco, ad una vita di più intima unione con Lui. Dovremmo sempre seguire la nostra stella con la fede, la generosità, la prontezza dei Magi. Seguita così, essa ci condurrà senza dubbio incontro al Signore, ci farà trovare Colui che cerchiamo.

E come i Magi coi loro tesori offrirono al Signore dei mistici doni, così ancor noi sappiamo cavare dai nostri cuori dei doni degni di Dio.   Auguri …"       
                                                                                                                                                           
don Quintino

(dagli scritti di don Quintino)

 

Dal 24 dicembre 2005 al 6 gennaio 2006

presso la casa natale di don Quintino si potranno visionare i lavori relativi alla 2^ edizione dei “presepi in miniatura”

concorso che si inserisce fra le iniziative tendenti a diffondere l’esperienza di vita e le opere del

Servo di Dio don Quintino Sicuro.

Il  Direttivo dell’Associazione, unitamente all’Assistente Spirituale, invita tutti a lasciarsi guidare come i Magi dalla stella cometa e, in attesa dell’incontro col Bambinello, invia un  caloroso abbraccio ed un augurio grande per un

gioioso e sereno Santo Natale e felice Anno Nuovo.

Tra le iniziative, che hanno avuto notevole rilevanza, realizzate dalle Associazioni “Amici di don Quintino” nel 2005 e le iniziative a cui le stesse associazioni hanno aderito, vogliamo  ricordare:

Ø      il raduno nazionale A.N.F.I. ( Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) che si è tenuto a Lecce nei giorni 13, 14 e 15 maggio di cui si è ampiamente scritto nel foglio informativo del mese di giugno di “Verso l’eremo”;

Ø      la manifestazione “Insieme per don Quintino” tenuta a Melissano il 9 giugno, durante la quale sono state presentate due nuove pubblicazioni:  “Il servo di Dio don Quintino Sicuro – Arcobaleno di santità da Melissano a Sant’Alberico” di don Ezio Ostolani e “Mamma, ho visto Gesù!” a cura degli alunni dell’Istituto Comprensivo di Melissano;

Ø       i giovani di Azione Cattolica di Melissano “sulle orme di don Quintino” a Balze di Verghereto, dal 13 al 20 agosto, hanno realizzato un DVD con le foto e le riflessioni su quel loro cammino, riportate nel foglio informativo di ottobre;

Ø      le pratiche per ottenere la personalità giuridica dall’Associazione “Amici di don Quintino” di Melissano onde procedere all’acquisizione della casa natale del Servo di Dio;

Ø      l’annuale pellegrinaggio delle Associazioni “sulle orme di don Quintino” che si è tenuto dal 25 al 30 agosto, che quest’anno ha arricchito di un nuovo tassello il mosaico della vita del nostro testimone della fede.

A questo tassello vogliamo dedicare lo spazio di questo foglio informativo, come preannunciato nel precedente, per rendere partecipi soci e amici dell’esperienza vissuta il 29 agosto dai partecipanti al pellegrinaggio. Le testimonianze integrali sono riportate nel sito internet dell’Associazione.

A Capanne  una via dedicata all'eremita di Sant'Alberico    -  di Massimo Scarani -

Si è svolta lunedì 29 agosto, per la festa di Sant'Alberico, nella vicina frazione di Capanne di Verghereto, una cerimonia per ricordare don Quintino Sicuro, il sacerdote-eremita che ricostruì l'e­remo  e che diede testimo­nianza straordinaria di apostolato in questi luoghi. A lui, per il quale è in corso a Roma il processo di beatificazione, è stata intitolata, su iniziativa della Pro-Loco, fatta pro­pria dal sindaco Fedele Camillini, una della principali vie di questo sereno borgo di montagna nella cui parrocchia si trova l'eremo.
        A nome delle Associazioni "Amici di don Quintino” di Sarsina, Melissano e Montegallo, desidero esprimere tutta la nostra intima soddisfazione per l'incontro di oggi e per chi ha pensato e avuto l'idea di dedicare qui una via a don Quintino Sicuro. Proprio qui a Capanne dove Quintino giunse in abito di penitente, dopo vario peregrinare, nel lontano 20 giugno 1954, e dove venne con fiducia accolto e ospitato generosamente dal parroco don Berardo Casini, prima di prendere - col consenso del Vescovo di Sarsina, Carlo Bandini - stabile dimora a Sant' Alberico, l'eremo che si trova qui, sotto la parrocchia di Capanne e che Quintino curò con amore e ricostruì con passione fino al giorno della sua morte improvvisa avvenuta il 26 dicembre 1968.
        Desidero, pertanto, ringraziare di cuore l'Amministrazione Comunale di Verghereto e il Sindaco Fedele Camillini, i dirigenti della Pro-Loco di Capanne e il parroco don Berardo che hanno realizzato questa proposta e che noi tutti attendevamo vedere concretizzata da tempo.
        Ringrazio il nostro Vescovo Antonio che ha subito accolto l'invito ad essere qui presente per la benedizione delle insegne stradali e per il sostegno che ci sta dimostrando nel prendersi cura a sostenere la causa di beatificazione in corso nelle sedi romane.
        Un saluto riconoscente, tutto particolare, va agli amici di Melissano e di Montegallo che da tanti anni affrontano un viaggio così lungo e faticoso per venire quassù in pellegrinaggio ad onorare il loro santo conterraneo. Un saluto ai finanzieri, sempre amati da don Quintino, che sono qui rappresentati, nelle Sezioni ANFI di Porlezza, Olgiate Comasco, Dongo, Pavia, Predazzo, Rimini, Forlì e Chiavenna.
        A tutti i presenti che ebbero la fortuna di conoscere don Quintino e a quanti desiderano seguirne gli insegnamenti e l'esempio, io chiedo di tenerne sempre viva e luminosa la memoria, perché presto la Chiesa tutta ne riconosca i meriti e le grandi virtù augurando che questa strada sia un domani chiamata “Via San Quintino”.  Grazie.

 Saluto del Vescovo di Cesena-Sarsina Mons. Antonio Lanfranchi

Saluto tutti i presenti e quelli che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa.

La festa di Sant’Alberico si arricchisce quest’anno di questa iniziativa che rende gloria ad uno dei grandi figli che ha ripristinato l’eremo: don Quintino Sicuro.

Intitolare una strada ha tanti significati. La strada per noi è uno dei simboli principali della vita perché ci indica proprio la necessità di comunicare. La strada è strumento perché possiamo comunicare tra noi e ci dà la possibilità di incontrarci. Ecco che allora la strada diventa metafora di quel viaggio che ci vede tutti non vagabondi né turisti, ma pellegrini. Non ci vede vagabondi, persone cioè che girovagano senza un orientamento, senza una meta, che stentano a collegare le loro esperienze; non ci vede neanche semplici turisti,  persone che amano, persone che vivono delle sensazioni forti, belle, piacevoli e forse anche incantevoli come questa.

La strada, invece, ci vede pellegrini: quindi il pellegrino è quello che va con lo spessore dell’essenziale e credo che la montagna educhi molto ad essere essenziali, con il desiderio di raggiungere una meta, sicuri che ogni passo avvicina a questa meta e la prepara.

In questo viaggio abbiamo bisogno di modelli, abbiamo bisogno di persone che non solo ci propongono un ideale, ma che ce lo rendano attraente perché l’hanno percorso insieme; l’hanno condiviso e don Quintino ha condiviso la vita con la popolazione di questo territorio per scelta. Condividendo ha indicato proprio una meta, per cui se oggi lo ricordiamo è proprio perché tratta della nostra vita, per gli ideali profondi che portiamo dentro.

Ecco allora, benedicendo queste insegne che indicano la strada intitolata a lui, vorrei augurare proprio che queste strade siano strade di incontro e di comunicazione, siano strade in cui ognuno sostiene l’altro proprio nella ricerca della verità, nella ricerca del senso della vita, della meta da dare alla vita che è indicata da Gesù Cristo, testimoniata proprio da queste grandi figure che sono i Santi, tra i quali collochiamo don Quintino anche se non ha l’aureola ufficiale ma che possa presto realizzarla. Con questo spirito allora invoco la benedizione del Signore.

Preghiamo

O Dio, che in ogni tempo e in ogni luogo sei vicino a chi ti serve con amore e confida nella tua protezione, benedici quanti transiteranno per questa strada. L’intercessione di don Quintino li preceda e li accompagni insieme al suo angelo perché, superato ogni insidia, giungano sani e salvi alla meta desiderata. A te gloria nei secoli per Cristo nostro Signore.   Amen.

 Saluto del Sindaco Fedele Camillini

Ringrazio sentitamente Mons. Vescovo Antonio Lanfranchi, i sacerdoti, le forze dell'ordine, i miei assessori comunali, tutte le autorità che sono presenti, gli amici di don Quintino di tutte le Associazioni, ed anche le Associazioni Finanzieri in congedo, che vedo numerose.
Ed è una bella occasione questa per ritrovarci a inaugurare questa via a don Quintino Sicuro.
Devo ringraziare soprattutto la pro-loco di Capanne perché, quando l'Amministrazione comunale ha dato l'incarico di scegliere i nomi per le vie di queste frazioni, l'Associazione pro-loco di Capanne ha lanciato la proposta di intitolare la via a don Quintino Sicuro. Noi l'abbiamo accolta con entusiasmo e diciamo grazie per la loro idea  perché ci ha dato anche questa opportunità di ricordarci di don Quintino. 
lo ho avuto la fortuna di conoscerlo nei primi anni che era qua quando, scalzo d'estate e d'inverno, camminava per questi monti, veniva a Verghereto, veniva a Sarsina dove io studiavo e poi ho avuto la grossa fortuna di averlo sacerdote qui all'Eremo.
E leggevo qui su questa sciarpa, che ringrazio per avermela donata - il suo pensiero è tutto qui: "Il mio massimo ed unico desiderio e che tutti gli uomini conoscano Dio e gli diano gloria, salvando la loro anima, così da raggiungere il fine per cui sono stati creati"
Grazie.

Incontri con il pellegrino assetato di Dio: Quintino sull'Eremo del Monte Carpegna­
di Battista Magalotti

Vogliamo commemorare  la figura del Servo di Dio con la posa di due fotografie in ceramica sulla lapide marmorea, quale finanziere - eremita sacerdote.
Il breve periodo trascorso qui, oltre 50 anni fa, negli anni 1954-1955, fui grandemente onorato della Sua amicizia, con fortissime sensazioni emotive, che hanno scavato nella mia anima un profondo solco. Gli anni e le traversie della vita, non hanno minimamente scalfito o appannato.
La Sua persona possedeva un forte carisma, luminosità dello sguardo, parlare lieve e pacato, sul volto gli traspariva intensa l'ascesi di preghiera e di pace. Non era un povero disgraziato, come qualcuno molto superficialmente lo ha definito, vedendolo così umile e povero. 
Arrivò quest'uomo scalzo, con barba e lunghi capelli, alla ricerca di un luogo adatto alla vita interiore e contemplativa -; portava nel cuore una ferita profonda.
Il Giardiniere l'aveva nuovamente sradicato dal vaso in cui aveva dimorato per quattro anni, temprando il suo spirito, nell'eremo S. Francesco di Montegallo, sui monti Sibillini (AP).
Aveva già tagliato le radici col mondo, spogliandosi anche delle più misere cose della terra, come un uccello era alla ricerca di un altro nido ove posare il capo.
Si rifugiò ancora una volta, come un fanciullo, nelle mani di Colei che tutto può, affidandosi alla sua materna protezione.
Forte nella sua incrollabile fede, mai si lamentò. Rimase qui all'eremo una ventina di giorni nella preghiera e nel silenzio, spostandosi al mattino per ascoltare la S. Messa.­ Poi si dette alla ricerca di altro luogo. Trovato il fatiscente eremo di S. Alberico vi si stabilì.
Credo di averne subito compreso lo spirito, questo ci legò in sincera amicizia e condivisione degli ideali. Lo ricordo sempre sorridente e sereno, inflessibile con se stesso, praticare il digiuno e la penitenza tenendo saldamente nelle redini il cavallo. Grande umiltà, pazienza, sofferenza, preghiera fervente e costante, carità per il prossimo.
Quando la S. Chiesa lo avrà elevato (speriamo presto) agli onori degli altari si conosceranno molte altre cose sulla vita di questo Santo, passato e vissuto in mezzo a noi, accomunando fraternità e solitudine. Esempio di fede viva, vera e cristallina, agli antipodi della nostra.
Questo tassello nulla aggiunge e nulla leva al Gigante di Melissano e S. Alberico.
Termino, con Sua parentesi, di rimprovero:"La tua vita è triste, perché ne hai fatto un deserto.  Tu devi popolare questo deserto,  devi fare entrare gli altri. Il modo di far guarire dalla tristezza è l'acquisto di una carità perfetta per Gesù e per il prossimo. La bontà è il bisogno dolce e tirannico di dare se stessi, donarsi, immolarsi.” 
Viva questo grande amico che ci ha dato il Signore.
Montecopiolo, 27 Agosto 2005

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Per inviare un contributo, anche piccole offerte, utilizzare il conto corrente postale nr. 11896735 intestato a “Associazione Amici di don Quintino” Via Paolo Veronese, 13 – 73040 MELISSANO (Le), oppure rivolgersi direttamente alla sede ogni martedì dalle ore 18,00 alle ore 20,00.

Consultate su internet il sito ufficiale dell’Associazione all’indirizzo: www.donquintinosicuro.com  
Potete scrivere a: amici@donquintinosicuro.com o sulla pagina “Commenti” del sito.

 Per  testimonianze e grazie ricevute rivolgersi ai Postulatori:
- Capp. P. Paolino Rossi o.f.m., Via Cairoli, 43 – 00158 Roma Tel. 06/69884486 – 06/77071913  
Fax 06/77071942;
- Sacerdote don Ezio Ostolani, Piazzetta S. Francesco, 10 – 47027 Sarsina (FC)  tel. 0547/94935

 

Per richieste di pubblicazioni e notizie rivolgersi alle AssociazioniAmici di don Quintino
Ø     
Via P. Veronese, 13 – 73040 Melissano (LE)
Ø     
Via Linea Gotica,21 – 47027 Sarsina (FC)
Ø     
Santa Maria in Lapide – 63040 Montegallo (AP)