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Don Quintino: Attualità di una testimonianza
di Don Giuliano Santantonio
parroco di Melissano e assistente spirituale
dell’Associazione
Sono trascorsi 35 anni dalla scomparsa di don
Quintino Sicuro ed il tempo che passa, piuttosto che sbiadire la sua
memoria, ci consente di scoprire il fascino dell’attualità e ha la forza
propositiva della testimonianza, umile, ma non per questo trascurabile,
che egli ci ha dato.
Di primo acchito, infatti, l’immagine di questo
giovane eremita ci può apparire fuori dal tempo, quasi rivelazione di
una fuga dalla realtà alla ricerca di un Dio che non può essere trovato
che fuori da questo mondo.
A parte il fatto che Dio, il nostro Dio, è un dio
incarnato, che ha scelto di camminare con gli uomini dentro il tempo e
la storia umani, laddove dobbiamo cercarlo e possiamo incontrarlo; ma,
se fosse vero che la scelta eremitica di don Quintino è stata una fuga
dal mondo, non potremmo più spiegarci il senso del suo farsi prete,
giacché il prete è per la sua natura mandato agli uomini e collocato nel
cuore della storia.
Don Quintino invece con la sua scelta eremitica
indica a noi, gente della strada, una sapienza, antica e sempre nuova,
dalla quale dipende la vera conoscenza del mondo ed una positiva
relazione con esso.
L’eremita infatti è un uomo che, per rileggere nelle
sue giuste dimensioni e nel suo più autentico significato la realtà
mondana, prende per un momento le distanze da essa: impara in questo
modo a non coglierla più come concorrente di Dio; relativizzandola,
diventa libero di fronte ad essa e può quindi ricostruire con essa una
relazione ordinata, cioè un rapporto scevro dal pericolo della
idolatria.
Pertanto, pur non scegliendo l’eremo come stato di
vita, tutti noi, assetati d’infinito e cercatori del senso della nostra
esistenza, dovremmo concederci spazi di eremo per recuperarci ad una
positiva, quanto fruttuosa collocazione dentro questo mondo e questo
tempo.
In questo senso don Quintino è ancora vivo in mezzo a
noi per mostrarci la via di una vera umanizzazione.
Melissano, dicembre 2003 |