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 Processo canonico
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Iter processuale per il riconoscimento della fama di Santità
da parte dell’autorità della Chiesa

            Per appurare la santità di coloro che il popolo di Dio ritiene tali (perché questo è il punto di partenza) il Vescovo ha il compito di promuovere il “Processo diocesano”. Fin dall’inizio di tale processo, colui di cui si chiede la proclamazione ufficiale a santo viene chiamato “Servo di Dio”.

            Terminato il processo diocesano subentra il “Processo apostolico”, condotto in nome del Papa dalla Congregazione dei Santi. Se l’indagine romana conduce alla dichiarazione dell’”eroicità” (o “straordinarietà”) delle virtù cristiane vissute dal Servo di Dio, questi ha il titolo di “Venerabile”.

            A questo punto, l’accertamento di un miracolo ottenuto per intercessione del Servo di Dio, porta alla beatificazione.

            Un Beato è proposto al culto pubblico “locale”, cioè nella Diocesi di appartenenza o là dove egli ha agito.

            Un successivo pronunciamento del Papa (anche a seguito di un altro miracolo) può proporre al culto di tutta la Chiesa un Beato: si tratta allora della Canonizzazione, in cui il Beato viene proclamato Santo e additato all’esemplarità di tutta la Chiesa universale.

(Tratto da “18° Quaderno Sinodale della Diocesi di Cesena – Sarsina, in comunione con i nostri Santi, Stilgraf Cesena, pp. 7 e 8).

 Iter processuale per il riconoscimento della fama di Santità  
di Don Quintino Sicuro

  • 15 agosto 1983

Un gruppo di amici ed estimatori di don Quintino presenta al Vescovo diocesano una “lettera postulatoria”, affinché si prenda in considerazione l’opportunità di introdurre la Causa di Beatificazione. 

  • 24 ottobre 1983

Sua Eccellenza Mons. Carlo Bandini, Vescovo emerito di Sarsina, presenta al Vescovo diocesano Mons. Luigi Amaducci la lettera postulatoria “ufficiale”, perché venga introdotta la causa. 

  • Agosto 1984

Il Padre Ambrogio Sanna, Postulatore Generale dei Frati Minori Conventuali, espressamente incaricato dal Vescovo, esprime parere favorevole. 

  • 3 settembre 1984

I Vescovi della Conferenza Episcopale Regionale Emiliano-Romagnola vengono consultati dal Vescovo, secondo le norme, circa l’opportunità di introdurre la causa. 

  • 1° ottobre 1984

I vescovi dell’Emilia Romagna, con voto unanime, danno parere favorevole. 

  • 13 luglio 1985

Il Vescovo presenta formale richiesta alla Sacra Congregazione delle Cause dei Santi onde ottenere il “nulla-osta” per avviare i processi cognizionali in Diocesi. 

  • 6 settembre 1985

La Sacra Congregazione delle Cause dei Santi concede il proprio “nulla-osta”. 

  • 1° ottobre 1985

Il Vescovo di Cesena - Sarsina, Mons. Luigi Amaducci, decreta l’introduzione della causa. 

  • 2 ottobre 1985

Il Vescovo dichiara la Diocesi “attore” della causa (cioè dichiara che sarà la Diocesi ad accollarsi l’onore finanziario, qualora le Associazioni non riescano a sostenerlo pienamente). 

  • 3 ottobre 1985

Il Vescovo costituisce il Tribunale Diocesano. 

  • 1° novembre 1985

Il Vescovo insedia ufficialmente il Tribunale. Apertura del processo diocesano nella Basilica Cattedrale di Sarsina.

  • 28 agosto 1991

Chiusura del “Processo cognizionale” diocesano nella Basilica Cattedrale di Sarsina, alla presenza dell'Arcivescovo Metropolita di Ravenna e dei Vescovi di Cesena - Sarsina, di Nardò - Gallipoli e di Faenza - Modigliana.

Tutta la documentazione viene trasmessa a Roma, presso la Sacra Congregazione delle Cause dei Santi, per il prosieguo della Causa di Beatificazione del Servo di Dio don Quintino Sicuro. 

  • 28 maggio 1993

La Sacra Congregazione delle Cause dei Santi concede il decreto di apertura del processo. 

  • 16 dicembre 1993

Nel salone della Scuola di Polizia Tributaria presso il Comando Generale della Guardia di Finanza in Roma sii apre ufficialmente il processo presso la Santa Sede.

 


Ultimo aggiornamento: 12-04-10