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Iter processuale per il riconoscimento della fama di Santità Per appurare la santità di coloro che il popolo di Dio ritiene tali (perché questo è il punto di partenza) il Vescovo ha il compito di promuovere il “Processo diocesano”. Fin dall’inizio di tale processo, colui di cui si chiede la proclamazione ufficiale a santo viene chiamato “Servo di Dio”. Terminato il processo diocesano subentra il “Processo apostolico”, condotto in nome del Papa dalla Congregazione dei Santi. Se l’indagine romana conduce alla dichiarazione dell’”eroicità” (o “straordinarietà”) delle virtù cristiane vissute dal Servo di Dio, questi ha il titolo di “Venerabile”. A questo punto, l’accertamento di un miracolo ottenuto per intercessione del Servo di Dio, porta alla beatificazione. Un Beato è proposto al culto pubblico “locale”, cioè nella Diocesi di appartenenza o là dove egli ha agito. Un successivo pronunciamento del Papa (anche a seguito di un altro miracolo) può proporre al culto di tutta la Chiesa un Beato: si tratta allora della Canonizzazione, in cui il Beato viene proclamato Santo e additato all’esemplarità di tutta la Chiesa universale. (Tratto da “18° Quaderno Sinodale della Diocesi di Cesena – Sarsina, in comunione con i nostri Santi, Stilgraf Cesena, pp. 7 e 8).
Iter processuale per il riconoscimento della
fama di Santità
Ultimo aggiornamento: 12-04-10 |
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