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Alla terra salentina il Signore non ha fatto dono di alte montagne, di limpide acque, di flora sempreverde, di boschi sterminati. Ha donato invece “giardini di ulivi”, campi di scelta vite, aride zolle avare di spighe di grano. L’UOMO del Salento è il riflesso della sua terra: un cuore che si espande come l’olio, si fa letizia come il vino, si lascia spezzare per amore come il “poco” pane sudato con gioia. Così ho letto l’esperienza cristiana di don Quintino Sicuro maturata nella contemplazione dell’eremo e nella povertà evangelica al soffio dello Spirito per la gloria di Dio, sigillata dalla Santa Chiesa di Cesena-Sarsina. Profezia per la Chiesa Neretina-Gallipolina”.Aldo Garzia – Vescovo di Nardò-Gallipoli.

“...Dall’incontro prolungato con Cristo fin dalle prime luci dell’alba e soprattutto dalla Messa, fulcro della giornata, traeva quel dono segreto, che gli consentiva di comunicare a tutti, con la dolcezza del suo largo sorriso, una grande pace, al punto da dare la “sensazione fisica della presenza di Dio” in lui”.

Luigi Amaducci,Vescovo di Cesena-Sarsina

 

"Sulla tomba dell'eroico don Quintino, la cui memoria mi esalta e mi confonde, depongo questi due poveri fiorellini in segno di ammirazione per lui che vive nella perfetta comunione con Dio e di affetto sincero alla sorella Antonia, alla quale auguro di veder presto innalzato all'onore degli altari l'indimenticabile fratello, vanto e gloria della dolce e ferace terra di Melissano". (don Antonio Zecca).

"La provvidenza, all'inizio del millennio, si è servita, per il suo progetto, del serafico poverello di Assisi, così come oggi alla fine dello stesso millennio, si è servita dell'umile fraticello di Pietrelcina. Che l'inizio del nuovo millennio veda protagonista, per il medesimo Progetto, l'umile Servo di Dio don Quintino Sicuro. E' questa la speranza dei suoi amici e di quanti lo conosceranno anche tramite queste pagine virtuali". (L'Associazione "Amici di don Quintino" di Melissano, Sarsina e Montegallo nel 79° anniversario della nascita)

"...sentiva vicino a sé la Provvidenza e sentiva di dover donare questa Provvidenza, da lui scoperta, vissuta e interiorizzata, ai propri fratelli. Con questa luce ha vissuto fino in fondo la sua fedeltà, a Dio e al prossimo..."
(Lino Garavaglia Vescovo di Cesena-Sarsina).

"La sua aspirazione più grande fu quella di essere sacerdote, per poter offrire a Dio il sacrificio di lode nell'Eucarestia e portare agli uomini tutto il torrente delle benedizioni divine che, attraverso il sacrificio di Cristo, è assicurato all'umanità".
(don Italo Magagnino nel 70° anniversario della nascita).




Ultimo aggiornamento: 02-12-07