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 Dio protegge i pellegrini
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Dio Protegge i Pellegrini

Carissimi,

 in segno di ringraziamento,come promesso, vi comunico le mie impressioni sui nostri incontri in Melissano e Lecce nei giorni 12 13.14.15.maggio corrente.

C’era per me pronto un biglietto ferroviario per Lecce nell’aprile 1956, per partecipare  al XV° Congresso Eucaristico Nazionale. Non mi fu possibile. Certamente qualche altro passeggero ne ha beneficiato.-

 La Provvidenza ha voluto che, da quel tempo lontano, solo ora si concretizzasse per me il desiderio di  conoscere la Sua terra.

“ Un amico fedele è una protezione potente” ci attesta il Siracide, e Quintino non  l’ha dimenticato.

Così ho potuto partecipare per la I^ volta ad una grande pubblica manifestazione  in Suo onore,  grazie  all’Associazione per interessamento del sig.Presidente Nicola Scarpa, che mi  ha portato a conoscenza del raduno A.N.F.I. e di cui una delegazione sarebbe partita da Rimini. A questa  mi sono aggregato –

Le sensazioni suscitate nell’impatto del vostro territorio, meriterebbero  ben altre descrizioni e migliore linguaggio.-

Il luogo di raccordo,per la nostra delegazione,era Torre S.Giovanni.- da qui le partenze per le visite guidate  a Gallipoli tra l’altro la Cattedrale di S.Agata, vera arca di pittura, S. Maria di Leuca. finis terrae, Otranto la cui cattedrale mostra nel  mosaico pavimentale l’albero della vita, ci hanno dato l’idea degli immensi tesori d’arte barocca  conservati in quei luoghi. Tralasciando di ricordare i vostri mari il  paesaggio vario e  spesso unico.  –

Il dodici mattina il programma prevedeva giornata libera, perciò con un mezzo di fortuna raggiunsi Ugento.- Di qui, camminando per ore in mezzo ai  robusti alberi secolari di olivo e ridenti vigneti,solo,solo,  pregando ho rivisto nella mia immaginazione l’infanzia e la giovinezza di Quintino, figlio della rossa ed ubertosa terra.

La Sua mano protettrice mi ha  guidato al Vs. gioioso incontro constatando tanta  generosa disponibilità e cortesia.

Ma l’apoteosi s’è manifestata nei giorni quattordici e quindici nella Città di Lecce con l’esaltazione del nostro Carissimo Amico

  Convenute fin dalle prime ore del mattino tutte le delegazioni dell’A.N.F.I. nella stupenda cattedrale Barocca di S.Croce  stracolma in ogni ordine per la celebrazione  della S. Messa  officiata dal Vescovo di Lecce; al quale, opportunamente, attraverso un  giovane sacerdote è stato fatto pervenire, da un amico del Gruppo di Rimini,il suggerimento di ricordare la Figura del Servo di Dio.

 Sua Eccellenza all’omelia, dopo i convenevoli  atti di saluto alle Autorità ed a tutti i presenti, ha tratteggiato la figura di Quintino come Guardia di Finanza, Eremita,  Sacerdote di Cristo, con l’auspicio che presto possa essere compatrono assieme a S. Matteo del Corpo della Guardia di Finanza.Alla fine ci furono forti applausi.

Terminata la S.Messa, mi sono aggregato all’ANFI di Olgiate Comasco per  una nuova visita meno breve al paese e alla casa natale in Melissano e alla sede  dell’Associazione.-

Forte  fu la nostra gioia di aver potuto nuovamente  baciare la veste talare, lì conservata come reliquia. La giornata s’è conclusa  con la visita alle chiese , nelle varie parti del paese, dove abbiamo recitato preghiere alla Vergine SS.

-Quindi la recita del Vespro nella chiesa principale ove Quintino fu battezzato . Cerimonie semplici, ma da tutti seguite con sentimenti di viva fede e di grande devozione.

Si termina la giornata con la visita alla Cantina Sociale e al bel monumento  presso la polisportiva Pindinelli  opera dell’architetto Coronese e dello scultore Masella  per le  foto ricordo.

Il giorno15 ritorno a Lecce per la sfilata.In un tripudio di gente e di bandiere tra scroscianti applausi  passa l’emblema della Associazione: il labaro con i quattro simboli: Il grande Ulivo, a significare le origini della Sua terra, Il fregio della finanza  a ricordare l’appartenenza alle fiamme gialle, la croce con stola e altare simbolo del Sacerdozio, l’eremo ricostruito , il Silenzio. Dietro due gigantografie del Servo di Dio una in divisa di Vice brigadiere delle fiamme Gialle e l’altra  Sacerdote di Cristo sorrette dai soci delle tre associazioni. Il figlio di Cosimo non s’era impazzito.

 Salutiamo tutti gli amici nell’esultanza , ripromettendoci  di trovarci all’Eremo del Monte Carpegna  il  prossimo 28 agosto:  Ritorno a casa con il ricordo di Lui  luminoso.

Leggo un segno premonitore per la gloria di Quintino.-

Monsignor Francesco Dezzi della Falera, che come Lui  fece ricostruire il romitorio ed erigere nel 1915 le sacre via crucis per le strade che conducono al Venerabile  Santuario di S.Alberico, per l’amore che ebbe per quel luogo volle come Quintino esservi sepolto. Le ossa  riposano nella parte destra dell’altare nella Chiesetta, fu cameriere d’onore di Sua Santità Benedetto XV°. Chi  non ci dice che a glorificare Quintino non sia proprio il suo successore col nome di Benedetto?  L’attuale Pontefice Sua Santità Benedetto XVI°? -Auguriamocelo.

Cordialissimi saluti e ringraziamenti a tutti-Vostro Battista Magalotti

Montecopiolo 19 maggio 2005

Ultimo aggiornamento: 12-10-07