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 A. C. Melissano
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Intitolazione dell'Azione Cattolica di Melissano a don Quintino Sicuro

IL PERCHE’ DI UNA SCELTA

Melissano, dicembre 1985

Melissano, Maggio 1989

E’ stata davvero una bella sorpresa leggere quanto viene riportato nell’articolo 1 dello Statuto delle Associazioni "Amici di don Quintino Sicuro" sia di sarsina che di Melissano, poiché risulta in perfetta sintonia con la motivazione che – a suo tempo – aveva spinto l’intestazione dell’Azione Cattolica Parrocchiale a "DON QUINTINO SICURO".

In effetti, a ben guardare, le due Associazioni di Sarsina e di Melissano altro non si propongono se non lo sforzo e l’impegno degli aderenti non solo a "propagandare" e far conoscere la Figura del Servo di Dio Don Quintino, ma piuttosto a vivere, nella maniera più autentica, lo stile di vita che fu proprio di questo profondo uomo di fede presentato oggi dalla Chiesa come esempio e stimolo per ciascun credente.

A dire il vero, non eravamo ancora a conoscenza di quanto di amici di Sarsina mettevano in cantiere nel costruire la loro Associazione, ma indubbiamente a noi di A.C. la figura e la vita di Don Quintino ci era parsa particolarmente vicina e significativa. Vicina non certo perché don Quintino era un melissanese, ma soprattutto perché quanto sapevamo di Lui e del suo itinerario esistenziale e spirituale era un lucido esempio di vita da incarnare nel "mare inquieto" del nostro vivere quotidiano. Ciò che ci ha appassionato e attratto di Lui è stato, ed è ancora, la sua ansia di ricerca di Dio, per scoprire e comprendere pienamente il senso vero delle cose, della realtà, della vita, dell’uomo.

E meditando proprio su don Quintino abbiamo riscontrato un perfetto intreccio tra la sua vita di fede e quella che è la NATURA, il CAMMINO e il FINE dell’Azione Cattolica stessa.

Vale allora la pena di richiamare, brevemente, alcuni aspetti, per meglio comprendere il motivo della nostra scelta.

La NATURA, appunto, dell’A.C. è eminentemente "ecclesiale". Da sempre l’A.C. costituisce una Associazione di laici che, in sintonia e sotto le direttive del Magistero conciliare, vogliono non solo "vivere da cristiani", ma comprendere pienamente, la propria vocazione alla "santità" che non è certo "bigottismo" o "puritanesimo", ma pienezza della vita, elevata consapevolezza della propria dignità di uomini-figli-di-Dio. Riscoprire, in definitiva, la vocazione prima ed unica per tutti – laici, preti, religiose – che è quella del battesimo e della vita dello Spirito di Dio che ci è stata donata.

Un’Associazione dunque di laici che, in collaborazione con la gerarchia, è impegnata nel terreno del quotidiano e insieme a tutti gli uomini di buona volontà, a far emergere il Bene contro il Male, la verità contro la menzogna e gli infingimenti, la centralità e radicalità della scelta di Cristo contro la tiepidezza e l’insipienza di una vita talvolta vissuta, anche da noi cristiani, in maniera banale e superficiale. "Laici adulti nella fede" impegnati, in definitiva, a far incontrare ciascun uomo con Dio, con gli altri simili, per costruire insieme il Regno.

Tutto ciò, come si può ben vedere, è il compito di tutta la Chiesa. Ma il FINE dell’ A.C. è il fine stesso della Chiesa; anzi siamo chiamati a costruire e innervare, per quanto possiamo e sappiamo, una parte – seppur minima – della Chiesa-Corpo Mistico. Per questo è necessario e fondamentale un CAMMINO di fede che sia, ad un tempo, continuo e spedito. Un cammino che è conversione e cambiamento di mentalità, e proprio perché tale è un itinerario per tutti: bambini, adolescenti, giovani, adulti, famiglia, anziani. E la bellezza, quanto la significatività dell’esperienza di essere in Azione Cattolica, è proprio questo camminare tutti insieme utilizzando i mezzi raccomandati da Cristo e riproposti a noi dalla Chiesa, primi fra tutti: la "preghiera" e l’"esercizio della carità".

E rimeditando su questo impegnativo compito che ci viene affidato non solo come aderenti all’A.C. ma anche, e direi soprattutto, come credenti-battezzati, mi ritorna alla mente l’esperienza di vita di don Quintino e quanto lui stesso amava dire in una frase breve ma densa di significato e che oggi viene riportata su alcune immaginette commemorative: "Il mio massimo ed unico desiderio è che tutti gli uomini conoscano Dio e Gli diano gloria salvando la loro anima così da raggiungere il fine per cui sono stati creati..."

Ho cercato di riportare, in questo mio intervento, i motivi che hanno sotteso alla nostra scelta di intitolare l’A.C. della nostra Parrocchia a "Don Quintino Sicuro".

Tanto ancora, sono sicuro, ci farà riflettere e meditare questo nostro concittadino-fratello di fede ormai "campione della fede".

Crediamo che l’impegno a vivere il suo stile sia davvero la maniera più autentica e più vera di mantenere vivo il suo ricordo e la sua presenza in mezzo al Popolo di Dio. Tutto il resto può soddisfare – senz’altro – gli occhi, il sentimento, il campanilismo, ma non rendono ragione dell’esistenza di don Quintino Sicuro spesa per la gloria di Dio, secondo quanto lui ardentemente desiderava.

Roberto Faiulo (Presidente Azione Cattolica "Don Quintino Sicuro" - Melissano)

Ultimo aggiornamento: 16-11-07