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 Non è forse il nostro
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Non è forse il nostro un continuo peregrinare?

di Duilio Farneti

             Accade ancora oggi, quando noi dell’Associazione Finanzieri in congedo – pellegrini a nostra volta – accorriamo al richiamo amico di Sant’Alberico; quando noi della “Vecchia Guardia” ritroviamo nella sacralità di una bandiera che ci accomuna, quello spirito di Corpo che ci ha sorretti lungo gli anni trascorsi nella famiglia delle Fiamme Gialle.

            Questo sentiamo quando fra questi nostri monti abbiamo la sensazione di far ritorno alla Scuola Alpina di Predazzo o alle guglie innevate del Distaccamento di Passo Rolle, dove ascoltammo entusiasti per la prima volta il canto della “Montanara” alle falde della Marmolada.

            E qui all’eremo giungiamo ogni volta con senso di profondo rispetto e rinnovato ardore noi, ultime sentinelle in attesa, figli di quegli umili Cavalieri di Vittorio Veneto che, di ritorno dalle trincee del Carso, del Montello o dell’Ortigara, si portarono come viatico l’eco della canzone del Piave.

            Orgogliosi ne portiamo ancora la forza, gli ideali, il credo, i valori che contano, l’amore. Quello stesso amore che ci guida al sarcofago di don Quintino, lassù accasato per sempre. Perché una rinata fratellanza umana, per la sua vita santa, il Cielo possa accordare ai figli dei nostri figli un mondo migliore.

 Cesena, 26 dicembre 1993

Ultimo aggiornamento: 12-10-07