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 L'eremita
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L'eremita di Melissano
di Fernando Caputo

Figlio come tanti di questa terra salentina
il 29 maggio del ’20 ha visto questa terra così vicina.
A questo ragazzo sembra che dopo che era nato
gli inizia a frullare un po’ il capo.
A dodici anni voleva avvicinarsi già al Signore
ma non fece bella figura dinanzi al Priore.
Un po’ deluso a 19 anni si arruolò alla Finanza
iniziando a girare dove la sua compagnia era di stanza.
Da finanziere il suo dovere l’ha fatto dove veniva destinato
ma la testa gli diceva Quintino tu per questo Corpo non sei portato.
Giunge il ’47 e con travaglio interno e con la testa che gli aveva di nuovo parlato
agli amici finanzieri gli disse statevi bene io me ne vado.
Si tolse quella divisa che per 8 anni aveva percorso diverso terreno
e se ne andò al convento dei frati minori di Ascoli Piceno.
Per lui iniziò così una vita tutta spirituale
ed era così contento perché il Signore gli diceva cosa doveva fare.
Si impegnò come si dice dalle nostre parti con tutti i pensieri
perché sapeva di stare all’inizio di certi suoi desideri.
Vestito da frate se ne accorse che non centrava con il convento
perché con il Signore voleva stare solo ogni momento.
Così decise di fare l’eremita per vivere come un usignolo
ed al ’54 si prese in consegna l’eremo sul monte Fumaiolo.
E come una giovane pensa sempre di più alla dote
gli venne in mente di farsi anche sacerdote.
Si dette da fare alla scuola anche con la frequenza
perché voleva riuscire a realizzare il sogno di un’esistenza.
S’impegno molto ricadendo quasi per altro nell’oblio
finché al ’61 diventò come voleva Servo di Dio.
Diventato Servo andò a piedi a Lourdes alla Madonna
per ringraziare con tutto il cuore quella Santa Donna.
Dopo con la testa dura da buon meridionale
al frate Minutello gli disse che altro c’era ancora da fare.
Maestro e discepolo il loro eremo iniziarono a ristrutturare
facendolo più grande ed anche con un nuovo altare.
Restarono contenti e con il Signore si sentirono più vicini
perché nel ’66 lo consacrava con il Vescovo Bandini.
Di tutti i desideri il Signore ormai l’aveva tenuto contento
ed iniziò a capire che per lui stava arrivando quel momento.
Prima della benedizione sul monte Fumaiolo dei nuovi impianti sportivi
la mattina del 26 dicembre del ’68 gli chiuse la missione terrena con i vivi.
Questo concittadino nostro che il Signore un tempo ci ha dato
sembra che da morto sta smuovendo diversa gente da dove è stato.
Di questo Servo di Dio di questo Servo del Padrone di tutta la creazione
un comitato ha deciso di portare avanti la causa di Beatificazione.
Se finisce bene come diversi paesani pregano e sperano tanto
tutti restano contenti di questo figlio di questa terra che sta per diventare Santo.

Melissano, 20 gennaio 2004


Ultimo aggiornamento: 16-11-07